CESENA – Cinquanta. Durante l’estate più lunga e anomala di sempre, la costruzione del nuovo Cesena è cominciata idealmente da questo numero, scritto a caratteri cubitali da Moreno Zebi e William Viali sulla lavagna dell’ufficio del diesse. Ma cosa indica esattamente il numero 50? I gol da realizzare nella stagione 2020-2021 per mettersi al sicuro da qualsiasi rischio e per assicurarsi un campionato innanzitutto tranquillo. La strategia del direttore sportivo eugubino e dell’allenatore del Cavalluccio è stata più o meno questa: per prima cosa concentriamoci su chi può garantirci più gol possibili, perché almeno 50 dobbiamo provare a realizzarli, poi alziamo le impalcature e costruiamo il Cesena.

Bomber in coppia

Aspettando i verdetti della cassazione, cioè del campo, si può già spendere un primo aggettivo per giudicare il mercato del Cavalluccio in entrata: coerente. Perché una buona fetta del budget a disposizione è stato investito dalla premiata ditta Zebi-Viali per sistemare l’attacco: il primo voleva Mattia Bortolussi, il secondo Salvatore Caturano. A tutti i costi, verrebbe da dire non solo in senso figurato. E alla fine, dopo un travaglio tutt’altro che scontato su entrambi i fronti, sia Bortolussi che Caturano sono regolarmente arrivati e oggi rappresentano la soluzione più credibile all’enigma iniziale: qual è il modo migliore per segnare 50 gol? Semplice: assicurarsi chi ne ha realizzati 18 nell’ultimo anno e mezzo (Bortolussi) e chi è sempre stato una garanzia in serie C (Caturano). Confidando in un pronto recupero del nuovo capitano, al momento il primo gol della nuova stagione lo ha segnato proprio Bortolussi, a testimonianza che a numeri nove il Cesena è finalmente ben coperto, come probabilmente mai era successo nell’ultimo decennio tra i professionisti (la D naturalmente non vale).

Altre soluzioni

Per arrivare a “quota 50” è indispensabile anche il contributo dei compagni, perché è oggettivamente impensabile che Caturano e Bortolussi possano segnare 25 gol a testa. E qui la seconda domanda sorge spontanea: quanti gol ha nei piedi il Cesena in questo momento? Restando in prima linea ma spostando il mirino sulle fasce, non c’è più il miglior marcatore della scorsa stagione (Borello, 6 gol), mentre è rimasto Russini, che lo scorso anno ha segnato solo due volte (in casa di Gubbio e FeralpiSalò) in appena 15 presenze e che prima deve trovare continuità sul campo e dare un calcio agli infortuni. Le soluzioni migliori in fase realizzativa potrebbero (anzi, dovrebbero) arrivare dai centrocampisti. La regia, ad esempio, è stata affidata a un giocatore (Petermann) che sa calciare le punizioni e che nell’ultimo anno e mezzo ha realizzato 5 gol in 40 partite tra Pistoiese e Vibonese. Vede la porta discretamente – e lo ha dimostrato nello scorso campionato a Piacenza con un inserimento perfetto – anche Ardizzone, capace di chiudere per ben tre volte una stagione a quota 3 gol realizzati con Reggiana, Pro Vercelli e Virtus Entella. Detto che Collocolo un anno fa ha segnato una rete con la maglia del Rende, a proposito di giovani una domanda sorge spontanea: quanto pesano i gol realizzati in Primavera? Nel dubbio, un anno fa Sala ne ha segnati tre, come Koffi, mentre Aurelio addirittura il doppio, giocando da difensore e dimostrando di avere un’eccellente capacità di inserimento. Ecco, i difensori. Il vero problema del Cesena di un anno fa è stato proprio questo: escludendo Valeri, che ha giocato il novanta per cento delle partite da quarto di centrocampo, sono tremendamente mancati i gol “da dietro”. Domenica scorsa a Verona, sullo 0-1, Ciofi era riuscito a sfatare il tabù, ma la sua rete è stata annullata dall’arbitro. Nelle prossime 37 giornate serviranno anche alcuni gol… validi.

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