Calcio C, Cesena, Rimini e Ravenna piangono Pierluigi Frosio

E’ morto di domenica, Pierluigi Frosio. Lui che la domenica l’aveva santificata inseguendo un pallone. Aveva 73 anni. Nato a Monza, viene impostato come libero e la svolta della sua carriera arriva nel 1972, quando lo acquista il Cesena. In bianconero diventa uomo e grande presenze calciatore: vince il campionato di Serie B, contribuendo con alla prima, storica promozione del Cavalluccio in Serie A e l’anno dopo debutta nel massimo campionato, totalizzando presenze. Nell’estate 1974 il Cesena lo cede poi al Perugia in Serie B e lì la carriera di Frosio “esplode”. Resta in Umbria per 10 stagioni e da capitano vince il campionato di B e sfiorerà, nel 1978-1979 lo scudetto con i Grifoni, che chiuderanno secondi senza perdere una sola partita. Nel 1985 torna in Romagna, un pezzo d’Italia che gli è rimasta sempre nel cuore, per chiudere la sua carriera da calciatore: lo fa nel Rimini in C1 con Arrigo Sacchi in panchina, quando inanella 27 presenze. Anche da allenatore farà tappa in Romagna, a Ravenna, dove, nella stagione 1993-1994 non riuscirà nell’impresa di salvare i giallorossi in Serie B (Corvetta lo assunse dopo le prime 6 terribili giornate di gestione Onofri) ma avrà il grande merito di lanciare giocatori come Christian Vieri (autore di 12 reti sotto la gestione Frosio), Mariano Sotgia, Rodolfo Giorgetti, Enrico Buonocore, Lamberto Zauli sul palcoscenico cadetto.

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