Calcio C, Cesena: 40 anni fa nel Curvone spuntarono le Weisschwarz Brigaden

Sono passati 40 anni da quel Cesena-Milan del 14 agosto 1981 quando, nel vecchio Curvone della Fiorita, comparve per la prima volta lo striscione “Weisschwarz Brigaden”, da cui prendono il nome gli ultras bianconeri.

Teschi e ossa

La traduzione in tedesco di “Brigate Bianconere” avvenne in concomitanza con l’arrivo dell’austriaco Walter Schachner, in onore del quale all’estremità dello striscione furono riprodotti i colori bianco e rosso della bandiera austriaca, oltre al nero del Cesena. La scritta in tedesco (per la prima volta in Italia utilizzata da un gruppo ultras) aveva anche una certa connotazione politica, come in seguito hanno rivelato alcuni dei fondatori, già facenti parte dei Commandos, un gruppo che aveva avuto vita breve. In questo senso andrebbe interpretata la presenza ai lati di due teschi con elmetto tedesco, che in effetti suscitarono qualche polemica e l’anno seguente saranno nascosti all’interno.

Il teschio, come racconta Marcello Baronio a cui si deve la ricostruzione storica e fotografica, fu disegnato ispirandosi alla radiografia del cranio di uno dei capi e fondatori del gruppo, Penta, il quale fu anche il principale ideatore del nuovo striscione. Per la scritta “Weisschwarz Brigaden” furono utilizzati come caratteri le ossa ispirate al fumetto per adulti di genere horror-erotico “Oltretomba”, che dopo Cesena-Napoli saranno riempiete di nero per renderle più visibili. Al centro dello striscione, lungo 25 metri, disegnato a mano e plastificato dalla Camac (in futuro anche sponsor della squadra) era raffigurato il gladio con l’alloro che però, erroneamente, si ricongiungeva in alto, a differenza del precedente striscione delle Brigate Bianconere a cui doveva richiamarsi.

L’idolo dei tifosi

Quale occasione migliore per inaugurare il nuovo striscione, se non la prima apparizione alla Fiorita dell’attesissimo Schachner? E l’austriaco celebrò l’evento con una strepitosa doppietta (2-1) al Milan in amichevole, diventando subito l’idolo dei tifosi. Dopo lo striscione (utilizzato esclusivamente nelle gare interne) le Wsb stamparono le prime tessere e le sciarpe. Nella stagione seguente (1982-’83), in Cesena-Fiorentina, i tifosi viola si introdussero in mattinata dentro lo stadio, ancora chiuso al pubblico, e indisturbati staccarono lo striscione già esposto. Qualche ora dopo fu restituito, ma i due teschi erano stati tagliati. Dalla successiva gara con l’Inter furono sostituiti con altrettanti cavallucci marini dalle sembianze di draghi sputa fuoco. Intanto all’interno del gruppo le generazioni si rinnovarono e l’anno dopo (1983-’84), nell’ambito di una campagna anti-violenza, quel primo striscione fu fatto tagliare (alcune lettere con le ossa sono oggi conservate come “reliquie”) e sostituito con “Wsb” e “I ragazzi del Curvone”.

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