Calcio C, Cesena mercato deludente, a meno di un guizzo finale

Quando oggi l’arbitro Collu emetterà i tre fischi finali, tre saranno i giorni che mancheranno al termine del mercato di gennaio. Dal Cesena, soprattutto dopo le dichiarazioni roboanti fatte dalla proprietà in estate, ci si aspettava obiettivamente di più. Invece al momento sono arrivati un difensore centrale e un esterno solo perché un difensore centrale (Coccolo) e un esterno (Zecca) si sono infortunati e resteranno fuori uno fino alla prossima stagione (Coccolo) e l’altro fino ad aprile inoltrato. Altri movimenti? Nessuno. Eppure se ne sono andati quello che nei progetti estivi sarebbe dovuto essere il portiere titolare (Minelli) e un centrale che non è mai riuscito a metabolizzare la difesa a tre (Kontek).
Oggi il Cesena ha ancora un posto libero in rosa che potrebbe raddoppiare escludendo Coccolo dalla lista, mentre le zone del campo su cui intervenire per migliorare la squadra non sono difficili da individuare. Si va dal ruolo di portiere (ma l’impressione è che la protezione di Luca Lewis venga anteposta al miglioramento del Cesena) a quello di esterno mancino (questo Calderoni può andare bene come rincalzo, non come titolare), da quello di trequartista a quello di centravanti. Ma se per il ruolo di trequartista l’idea è ormai quella di “palleggiarsi” Saber e Chiarello, per il centravanti andrà fatta una riflessione: il Cesena segna poco per quanto produce e, Corazza a parte, non ha punte in grado di attaccare in modo efficace la porta. Quando subisci troppi gol per i pochi tiri che concedi e segni poco per le occasioni che crei, le priorità dovrebbero essere evidenti a tutti.
In questo mercato, il Cesena ha finora incassato. Sono entrati 18mila euro da Bortolussi (bonus per la cessione dal Novara al Padova) e una discreta cifra, tra gli 80 e i 100mila euro, per la vendita del cartellino dell’attaccante classe 2006 Tommaso Gabellini al Torino, con il Cesena che ha avrà anche il 33% cento della futura rivendita.
Resta però l’amarezza nel veder vendere ragazzini del vivaio: un vizio che si sperava di poter sconfiggere con l’arrivo di una proprietà forte, ma che invece è ancora presente. E continuerà fino a quando il Cesena non salirà di categoria.

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