Calcio C, Cesena-Arezzo, storie di finali di stagione sempre caldi

Quattordici anni e mezzo. E’ il tempo trascorso dall’ultimo Cesena-Arezzo disputato al Manuzzi, ormai un ricordo preistorico e non solo perché a guidare i toscani c’erano Antonio Conte in panchina e Andrea Ranocchia in campo, che, magari proprio domenica, sono nel frattempo pronti a festeggiare lo scudetto dell’Inter. Era il 28 ottobre 2006, all’alba di un campionato di B dominato dalle tre fuoriserie (Juventus, Napoli e Genoa) che avrebbero cannibalizzato la stagione, mentre il Cesena di Castori, dopo un ottimo girone d’andata, evaporò nel ritorno anche per l’assenza di adrenalina e di stimoli. Al Manuzzi finì 2-0, con vantaggio immediato realizzato da Graziano Pellè e raddoppio di Manolo Pestrin. Questo incrocio a queste latitudini non è più tornato: alla fine di quella stagione l’Arezzo scese in C, un campionato che il Cavalluccio ha disputato solo due volte negli ultimi 15 anni sempre in un girone diverso dai toscani.

Ma il confronto tra bianconeri e amaranto aveva scaldato le stagioni precedenti, curiosamente con una tendenza che si ripete anche oggi: la collocazione del “quasi” derby a fine campionato. Dal 2001 è la terza volta che Cesena e Arezzo si sfidano al tramonto della stagione e anche in questo caso in palio c’è un traguardo pesante per entrambe, con l’aggiunta quest’anno del terzo incomodo per i toscani (cioè il Ravenna) in una domenica di passione da vivere lungo la E-45, che collega idealmente le tre città.

Uno a uno

Ma cominciamo dalla sfida del Manuzzi. Nella stagione 2000-2001 Arezzo-Cesena arriva all’ultima giornata ed è una specie di finale per conquistare i play-off di C1. Alla palla al centro del 12 maggio 2001, allo stadio Comunale, la classifica dice: Arezzo quinto a 51 e Cesena sesto a 49. Morale: il Cavalluccio per garantirsi gli spareggi deve battere l’Arezzo, che può giocare per il pareggio. L’approccio dei bianconeri guidati da Walter De Vecchi e accompagnati da oltre 2.000 tifosi è da dimenticare e l’Arezzo chiude i giochi prima della mezz’ora con la doppietta dello scatenato Mario Frick, che al 53’ fa 3-0 su rigore. Il Cesena, che nel finale accorcia con Taldo e Chiaretti, chiude 6° e contestato, mentre l’Arezzo strappa il pass. Cinque anni dopo la storia si ripete, ma con la prospettiva ribaltata. Serie B, 21 maggio 2006, penultima giornata: gli uomini di Castori scendono in Toscana con 3 punti di vantaggio e forti del 2-1 dell’andata. Un successo o un pareggio garantirebbero i play-off per la A con 90 minuti di anticipo, ma volendo c’è anche il salvagente della sconfitta, che però deve arrivare con un solo gol di scarto per non essere scavalcati. Il Cesena tiene fino al 73’, poi si arrende a Fabiano e nell’ultimo quarto d’ora gioca una partita quasi surreale, pensando più a non subire il 2-0 che a scoprirsi per cercare il pareggio. Arriva un’altra sconfitta, ma meno grave di quella precedente, perché all’ultima giornata il Cesena supera 2-1 il Verona e l’Arezzo, che avrebbe dovuto vincere a Piacenza con 3 gol di scarto, vince sì, ma di misura, 2-3. Cavalluccio ai play-off contro il Torino e sappiamo tutti come andò a finire.

Intreccio

Domenica cambierà lo scenario (dal Comunale all’Orogel Stadium), ma la sfida contro l’Arezzo resta fondamentale per la classifica, anche se il Cesena ha già blindato i play-off e sa già che il 9 maggio giocherà in casa il primo turno. Per l’Arezzo, invece, sarà una giornata campale da vivere (anche) con un orecchio teso verso il Benelli, dove il Ravenna, obbligato a battere il Carpi, tiferà per i “cugini” bianconeri. E anche in questo caso c’è una curiosa affinità con il passato, che riguarda proprio Cesena e Ravenna. L’11 giugno 2000, in Serie B, la situazione era molto simile a oggi ma con una sostanziale differenza: quel giorno era il Cavalluccio ad aspettare buone notizie da Ravenna. Che non arrivarono, perché la Pistoiese espugnò agevolmente il Benelli contro un Ravenna in vacanza mentre i bianconeri si accontentarono di un punto in casa di un’Atalanta che quell’1-1 festeggiò la promozione in Serie A (botta e risposta tra Superbi e Nappi). Con quei due risultati Cesena e Pistoiese chiusero il campionato a quota 45 punti e allo spareggio gli arancioni di Agostinelli condannarono alla C il Cavalluccio.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui