Calcio C, Cesena: alzare l’età media non ha pagato

Dalla versione più “verde” alla versione più stagionata nel giro di nove mesi o, più semplicemente, di una stagione. Dalla prima giornata di campionato contro il Gubbio dell’agosto 2021 alle ultime due partite ufficiali disputate contro il Monopoli nei play-off sono scese in campo le due estremità del Cesena: la versione più giovane e la versione più vecchia. Liberato dal vincolo sugli under a gennaio, con l’arrivo della nuova proprietà a stelle e strisce, William Viali ha progressivamente puntato sull’esperienza e sui trentenni, che nel momento cruciale della stagione hanno però tradito, non riuscendo a guidare la squadra quantomeno ai quarti di finale. Considerando solo le formazioni schierate dal tecnico alla palla al centro, tra la prima gara in campionato contro il Gubbio e le due gare dei playoff contro il Monopoli c’era una forbice di 4 anni e di…4 under.


Linea verde

Il Cesena più giovane della stagione era stato schierato da Viali proprio al debutto contro gli umbri, quando l’età media della squadra era addirittura inferiore ai 25 anni: 24.8 per la precisione, con la bellezza di cinque under in campo (l’intera difesa composta da Candela, Mulè, Ciofi e Adamoli ai quali si aggiunse Tonin, che prese il posto dell’acciaccato Caturano). Nel girone d’andata di quest’anno, per imposizione societaria e sulla scia del biennio precedente, il Cavalluccio aveva l’obbligo di schierare almeno tre under per accedere ai contributi della Lega Pro e naturalmente Viali ha sempre rispettato questo diktat, facendo anche di più. Se con il Gubbio c’erano cinque under, in altre quattro gare del 2021 il tecnico ha cominciato con quattro under: è accaduto contro Lucchese, Imolese, Olbia e prima di Natale contro il Siena. A Grosseto, invece, il Cesena non ha superato i 25 anni di media come accaduto contro il Gubbio: allo stadio Zecchini gli under al via erano tre (prima volta da titolare di Berti) e l’età media 24.9. Nel 2021 solo una volta il Cavalluccio ha raggiunto i 27 anni con gli undici titolari: è accaduto al Mapei Stadium, nel big-match che metteva in palio il primo posto, contro la Reggiana.


Esperienza

Con l’arrivo a dicembre di Lewis, Aiello e Agostini, la musica è cambiata (via gli obblighi e via quattro under a gennaio per quattro over), ma nelle prime otto giornate del girone di ritorno paradossalmente solo una volta Viali ha schierato meno di tre giovani: capitò nel derby del Braglia perso contro il Modena, quando in campo andarono solo i titolarissimi Candela e Ciofi. Per il resto il Cesena ne ha sempre schierati tre, arrivando addirittura a quattro alla palla al centro contro la Vis Pesaro (Ciofi, Candela, Berti e Brambilla). La tendenza è completamente cambiata da fine febbraio e più precisamente dal derby di Imola, dove è scesa in campo la versione più “vecchia” del Cesena in regular season: 28.5 anni di media alla palla al centro con due under (i soliti Candela e Ciofi). Da quel giorno solo due volte la Romagna bianconera è partita con almeno tre baby e curiosamente questo è accaduto al Manuzzi contro Teramo e Carrarese, le due gare più convincenti del finale assieme al primo tempo contro la Reggiana. Ma se anche negli ultimi due mesi l’età media del Cavalluccio è stata abbastanza bassa (solo una volta sopra ai 27 anni, nell’ultima giornata a Siena), ai play-off i giovani sono letteralmente scomparsi dal campo (complice anche l’infortunio di Brambilla) e il Cesena è improvvisamente “invecchiato”: a Monopoli sono stati sfiorati i 29 anni di media (28.9), mentre al ritorno l’età si è leggermente abbassata con Ardizzone al posto di Missiroli (28.4). Puntare sull’esperienza, però, non ha affatto pagato.

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