CESENA – Per scoprire le qualità dell’uomo, sono bastate le parole di Moreno Zebi nel giorno della presentazione ufficiale: «Mattia? Sarebbe il fidanzato ideale di mia figlia». Per scoprire le qualità del calciatore, invece, sono bastate sei giornate di campionato, durante le quali Mattia Bortolussi (il cui cartellino è costato quasi 100mila euro ma ora vale già il doppio) ha letteralmente conquistato Cesena e il Cesena. Innanzitutto a suon di gol, ci mancherebbe, ma anche a suon di dettagli e di sfumature, che nei tabellini o nelle classifiche cannonieri non trovano mai spazio: falli conquistati, chilometri percorsi, ruoli interpretati. Nel piatto non c’è solo l’essenza della rete, ma anche il contorno.

Attacco e dintorni

Bortolussi, che è sotto contratto fino al 2024, è il classico esempio di centravanti-sgobbone, un podista infaticabile che al momento sente e vede la porta come chi, al contrario, di chilometri ne macina meno della metà e preferisce piazzarsi dentro l’area ad aspettare cross e assist. Insomma, è la perfetta fusione tra un bomber d’area di rigore, una seconda punta e un attaccante in grado di far reparto da solo, essendo riuscito a segnare sempre anche nelle due partite in cui la sua spalla designata (Salvatore Caturano) era fuori per infortunio (in casa della Virtus Verona al debutto in campionato e contro il Fano mercoledì sera).

Varietà

Nell’atletica leggera, Bortolussi sarebbe un perfetto decatleta, perché in campo sa fare tutto, anche la mezzala, come nei minuti di recupero di Gubbio-Cesena quando Viali gli ha chiesto (e ha ottenuto) un ulteriore sforzo dal suo cannoniere principe. Sa fare tutto e soprattutto sa segnare in tutti i modi, come ha dimostrato in questo primo mese. Ricapitolando: attacco al primo pale, terzo tempo con palla schiacciata con forza e precisione alle spalle del portiere a Verona, meraviglioso arcobaleno di testa che si infila placido sul palo lontano contro la Feralpi, gol sporco e rapinoso tra difensore e portiere nelle sabbie mobili di Gubbio, benedizione da due passi a porta vuota in tuffo di testa e diagonale chirurgico con un destro in corsa contro il Fano. Totale: 5 gol completamente diversi che hanno fatto decollare il centravanti marchigiano e soprattutto il Cesena. I numeri dicono che Bortolussi ha giocato 503 minuti complessivi, partendo sempre titolare ma giocando solo tre gare intere (Virtus Verona, Gubbio e Fano): calcolatrice alla mano, il numero 20 del Cesena segna un gol ogni 100 minuti. E una traversa con la Triestina.

Fame

Ma non è neppure questo il dato che più impressiona, così come l’aver conquistato la vetta della classifica cannonieri non solo del Girone B ma anche di tutta la Serie C. Ad impressionare, ripensando alle prime sei partite di Bortolussi con la maglia del Cesena, sono la fame, la ferocia e soprattutto una clamorosa percentuale realizzativa.

Quando calcia in porta o colpisce di testa, il centravanti del Cesena segna praticamente sempre e solo nel finale di Gubbio si è divorato una chance più che ghiotta dopo il liscio di Formiconi sul cross dalla destra di Collocolo. Ma un paio di minuti dopo, su un’azione molto simile, si è immediatamente riscattato. Diventando Mattia BorGolussi.

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