C’è voluto un rigore inesistente per far raccogliere domenica scorsa a Marco Albertoni un pallone alle sue spalle, ma è indubbio che il bilancio parziale del portiere genovese possa considerarsi molto positivo, esattamente come quello del Ravenna che ha convinto contro la Sambenedettese ed è tornato a muovere la classifica dopo due settimane. Albertoni è sbucato all’improvviso, quando cioè la società, visto il secondo infortunio muscolare di Tonti in poco più di due mesi, ha tagliato la testa al toro scandagliando il mercato dei portieri svincolati. Trovandoci Albertoni.

Da Genova a Perugia

Nonostante sia ancora giovane, con 25 anni compiuti ad agosto, Albertoni ha alle spalle una carriera già ricca di spostamenti, anche se gran parte abbastanza vicino casa, tra Genova, Albissola, volendo anche Lucca e Pistoia: «Nasco nel settore giovanile del Genoa, poi Spal e Mantova, ma sempre senza giocare con continuità a differenza di quello che accadde a Pistoia e Lucca. Poi l’Albissola (dove giocò con Martignago, ndr) che però l’estate scorsa non si è iscritta al campionato, così sono andato a Perugia, dove ho lavorato con tanti ottimi giocatori e un bello staff».

Dopo l’esperienza da terzo portiere a Perugia, lo svincolato Albertoni non aveva ricevuto chiamate degne di nota, poi è arrivato il Ravenna che dopo meno di cinque giorni l’ha sbattuto subito in porta in una situazione d’emergenza: «Poco dopo la fine dei play-out mi arrivò la pre-convocazione del Perugia, quindi pensando di restare lì non esaminai altre offerte. Tuttavia il 20 settembre mi è stato comunicato che avevano altri piani, quindi dopo aver fatto tutto il ritiro sono rimasto senza squadra. Finché è arrivata la telefonata del Ravenna e cinque giorni dopo sono andato in campo da titolare. Non me l’aspettavo, ringrazio società e staff per la fiducia che voglio ricambiare in tutto il campionato».

Punto di partenza

Domenica scorsa l’ottima prova difensiva di tutta la squadra ha ridotto al minimo il suo lavoro: «Già nei primi allenamenti avevo notato un gruppo determinato a risollevarsi da una situazione difficile. Serviva, almeno così si diceva, una crescita soprattutto caratteriale ed è arrivata, penso che la prova offerta contro la Samb, non solo a livello difensivo, debba diventare un punto di partenza. Intanto domenica saremo a Mantova dove, come detto, ho giocato poco e solo in Coppa Italia. Ho un bel ricordo comunque di società e tifosi e tornerò volentieri, cercando di aiutare il Ravenna a fare un bel risultato».

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