Matteo Cagnoni
Il dermatologo Matteo Cagnoni nella gabbia durante il processo in primo grado per l'omicidio della moglie Giulia Ballestri

Risarcito il Comune, risarcite le tre associazioni che si erano costituite parte civile e ora risarciti anche i figli di Giulia e la famiglia Ballestri.
Un’operazione complessiva da circa quattro milioni di euro, chiusa nei giorni scorsi di fronte al collegio del tribunale di Ravenna presieduto dal giudice Mariapia Parisi, che ha firmato l’ordinanza autorizzativa necessaria a mettere la parola fine al procedimento civile relativo all’omicidio di Giulia Ballestri; barbaramente uccisa a soli 39 anni nel settembre del 2016 nella storica villa della famiglia Cagnoni di via Padre Genocchi. Mercoledì prossimo la corte di Cassazione sarà chiamata a esprimersi dopo che in due gradi di giudizio l’imputato è stato condannato all’ergastolo.

L’avvenuto risarcimento permetterà a Cagnoni di avere una attenuante in più nella definizione della pena, aspetto che ovviamente non passerà inosservato negli ambienti giudiziari ravennati, ma a colpire in questo caso sono anche le modalità scelte dalla famiglia Cagnoni. A gestire questo passaggio è stato è stato Mario Cagnoni, padre di Matteo. L’ex professore ordinario di Medicina e primario dell’ospedale Careggi di Firenze – che quest’anno compirà 90 anni – in questi anni ha gestito i rapporti con gli ex consuoceri e con il fratello della povera Giulia (ora tutore dei nipoti) che sin dal primo giorno si è fatto carico con grande dedizione della loro crescita in un contesto psicologico a dir poco difficile.

Il risarcimento della famiglia Cagnoni, così come definito di fronte al tribunale civile, ha una peculiarità: non è legato all’esito della vicenda penale. In sostanza i soldi che andranno alle associazioni che si sono costituite parte civile (Udi, Linea Rosa e “Dalla parte dei Minori”) così come ai Ballestri, non sono vincolati alle eventuali condanne definitive, questo significa che nel caso di una clamorosa assoluzione o di riforma della sentenza nulla dovrà essere restituito. (l’articolo completo sul Corriere Romagna in edicola oggi, mercoledì 20 gennaio) .

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