“C’è lista per te”: a Ravenna un candidato ogni 160 elettori

Provate a fare due conti delle persone che conoscete. Se sono almeno 190 è probabile che tra di loro ci sia almeno un candidato al municipio. Sono 835 le persone nelle 30 liste che si candidano alle elezioni. In pratica, un piccolo paese, delle dimensioni di Roncalceci, si presenta al voto. Gli undici candidati sindaci e le trenta liste sono un record per Ravenna. Un’offerta politica simile a quella di una città come Milano, dove ci sono però meno liste (28) ma più candidati (13). Soprattutto: gli abitanti di Milano sono 1,35 milioni contro i 157mila di Ravenna.

I numeri

Emerge così che a Ravenna c’è un candidato ogni 188 residenti. Prendendo in considerazione solo gli over 18, ovvero gli aventi diritto al voto, il rapporto scende a un candidato ogni 160 elettori: secondo i dati Istat al primo gennaio scorso i maggiorenni erano 134.544. L’ordine di grandezza del rapporto tra candidati ed elettori, anche considerando decessi e chi nel frattempo è diventato maggiorenne, non cambierà più di tanto al 3 ottobre.

I precedenti

Uno sguardo anche al passato: nel 2016 le liste erano 14 a fronte di soli cinque candidati sindaci. Cinque anni prima i simboli presenti sulla scheda erano 15 con sei possibili sindaci. Sommando questi due numeri si arriva allo stessa quota di candidati sindaci ma, per quanto riguarda le liste, ci si ferma a 29. Tradotto: ci sono più simboli quest’anno che nella sommatoria delle due tornate precedenti. Tutti i numeri dicono che l’offerta politica, anche mettendoci tutta l’ottimismo per la grande voglia di partecipazione che si riscontra a Ravenna, è sovradimensionata rispetto alla realtà del comune. Per gli scrutatori ci sarà in compenso un super lavoro che porterà le sezioni a chiudere tardi i conteggi. La scelta di creare dei poli, più o meno civici, con liste che hanno pochissime possibilità di portare un consigliere a Palazzo Merlato (i seggi restano sempre quelli) per raggranellare più voti per la coalizione è una tendenza iniziata dieci anni fa e che sembra ormai dilagare. Di fronte a tutto questo, appare in controtendenza la scelta delle tre liste di estrema sinistra (Potere al Popolo, Partito Comunista e Comunisti Uniti) che anziché scegliere un candidato sindaco unico si sono presentate ognuna con il proprio. Il risultato, questo, del dissolversi di Ravenna in Comune che aveva riunito almeno parte di questo mondo sotto un’unica sigla.

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