Dall’inizio della scuola sono passate tre settimane circa. «Ed ormai la situazione si è stabilizzata e lo si può dire: gli autobus sono troppo pieni. Sembra proprio che da prima del coronavirus nulla sia cambiato ma si tratta di un comportamento che sull’altare “del risparmio” crea dei rischi sanitari che possono essere molto più costosi».

La protesta ufficiale arriva dai genitori degli studenti che ogni giorno impegnano la linea 241 sulla tratta dal cervese a Cesena. Viaggiano verso le scuole superiori. Se questi genitori hanno già formalizzato il disagio in corso, anche con Pec in serie inviate a Start, altri genitori da altre zone cittadine avevano già contattato la redazione del Corriere per esplicitare analoghi rischi fatti di bus troppo pieni in spregio alle raccomandazioni anti coronavirus che valgono per tutto il resto.

«In partenza da Tagliata alle 7 circa ci sono dei bus anche più piccoli di quelli dello scorso anno. I quel momento i posti a sedere sono già pieni e chi sale deve viaggiare in piedi per 45 minuti. Al ritorno doppia corsa, poco dopo le 13 e poco dopo le 14. Il delirio fatto di bus strapieni con ragazzi pigiati all’interno proprio come gli anni scorsi, ed altri studenti che a volte vengono lasciati a piedi senza tante spiegazioni, l’abbonamento costa sempre 385 euro. Non è un comportamento che si può più tollerare».

Start sembra che possa aver “preso in carico” l’ultima delle mail inviate da questi genitori. Che sono determinati a non lasciar perdere: «Il tempo per preparare trasporti Covid compatibili c’era eccome. Non siamo intenzionati a lasciar perdere. La situazione è stata segnalata e stiamo attendendo gli sviluppi per capire se debba essere necessario coinvolgere la magistratura per far valutare i rischi che vengono fatti correre ogni giorno ai nostri figli».

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