Burattini, parte “Arrivano dal mare” a Ravenna

Si inaugura oggi alle 16, nel chiostro della biblioteca Classense di Ravenna, il 46° Festival internazionale “Arrivano dal mare”, il più longevo e famoso in Italia per burattini e figure, in scena fino al 26 maggio. Ruota attorno a Dante con spettacoli ispirati al sommo poeta, ma guizzanti della follia di figure e burattini. Una quindicina gli eventi in programma venerdì e sabato. Oggi alle 16 alla Classense apre la mostra “Ritratti di Commedia Divina”, maschere e burattini di Giorgio De Marchi e Maurizio Gioco. Fagiolino Fan Fan saluta alle 17 ai Giardini pubblici della Loggetta Lombardesca, segue il Gianduja di Marco Grilli. Al Rasi dalle 17.30 ecco “A riveder le stelle” con le marionette robotiche di Coppelia Theatre. E ancora all’Almagià dalle 18.30 breve performance per pupazzo e danzatrice “Le mille e una notte” di Lidelab. Segue alle 20 “Talita Kum” di Riserva Canini.

Il programma di sabato

Sabato 22 si continua a Palazzo Rasponi dalle 10 con un omaggio imperdibile a Maria Signorelli (1908-1992), indimenticata artista innovativa; le figlie hanno realizzato il docu film del suo famoso spettacolo “L’Inferno di Dante”. “Nonna e volpe” accolgono alle 16.30 ai Giardini pubblici, segue alle 18 “Divina Commedia al bar” di Nata Teatro.

Alle 20 al Rasi chiude il sabato uno spettacolo internazionale che gira per il mondo dal 2009; è “Paper cut”, con ironia, canto, abilità,racconta il mondo dello spettacolo con carta e oggetti. Demiurga di questa invenzione è la giovane artista di Gerusalemme Yael Rasooly (1983) riuscita, nonostante questi giorni drammatici per il suo Paese, a raggiungere Ravenna.«Non riesco ancora a credere di essere qui – ammette emozionata –. Quasi tutti i voli in partenza da Israele sono stati cancellati, devo ringraziare il team del Festival per non essersi arreso».

Yael è artista di levatura, è eclettica; ha studiato piano e canto classici, recitazione e teatro, ma anchepittura, scultura, scenografia. Ha vissuto anche a Toronto, Seattle, Londra. La svolta artistica è avvenuta quando ha scoperto le marionette al festivalimportante di Charleville-Mézières, in Francia.È così arrivata al mondo delle figure e negli ultimi 15 anni ha girato decine di Paesi a presentare i suoi spettacoli di successo. Una grande passione ferita dall’ennesima guerra arabo-israeliana.

Cosa ci può dire di questi giorni? «Le ultime due settimane sono state semplicemente terribili. Vivo a Tel Aviv, fra centinaia di missili e una vita al colmo della paura, fra allarmi e corse nei rifugi o alle scale degli edifici per i tanti senza un riparo. Fra edifici tremanti, volti terrorizzati che cercano di rassicurare bambini che piangono. Grazie al sistema anti missili, la maggior parte delle bombe viene fatta esplodere in aria, ma non sempre. Vite distrutte da entrambe le parti. Il mio cuore è coi bambini. Non mi interessa se palestinesi o israeliani, ebrei o arabi, sono bambini. Vedo la devastazione a Gaza e mi sento male allo stomaco. Sono arrabbiata e affranta, perché i leader di entrambe le parti ci spingono ulteriormente verso la violenza e l’odio per servire i loro interessi e la loro egemonia politica, e già molto prima di questa recente escalation! Ho il cuore spezzato e paura».

Com’è stato crescere in un paese in guerra col “nemico” da 73 anni? «Negli anni ’90 a Gerusalemme c’erano attentatori suicidi, esplosioni nei mercati e sugli autobus, andare a scuola sembrava una scommessa. Sono cresciuta davvero in un clima di paura e ostilità. I miei genitori però mi hanno educata e insegnato che tutte le vite sono uguali, che non si deve cedere all’odio ma incoraggiare il dialogo e valutare la complessità della situazione. Oggi metto in dubbio ogni cosa, specialmente ciò che mi arriva dai media mainstream e dai politici corrotti. Ma sparare bombe non è la risposta, la privazione dei diritti umani fondamentali, non è la risposta!».

Info: 392 6664211

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