RAVENNA. È una rassegna inedita, il festival numero 45 di “Arrivano dal mare”, la manifestazione italiana più longeva dedicata al teatro di figure e burattini. Il cartellone del Teatro del Drago di Ravenna, dal 2015 al timone della direzione dopo il fondatore Stefano Giunchi, per la prima volta si sviluppa in rete, dal 21 al 26 maggio ogni giorno su Facebook, Youtube e Zoom. Vivrà una seconda parte ad agosto questa volta all’aperto a Ravenna sede del Teatro del Drago.
L’emergenza anti Covid-19 ha costretto questi animatori della fantasia a reinventarsi in forma quasi “astrusa” considerando la concretezza e il contatto di cui si nutre il mondo delle teste di legno. Eppure, promette Roberta Colombo, Adm anche “virtuale” non deluderà.
«Perché la nostra comunità si è messa insieme, artisti, tecnici, colleghi, con la voglia di esserci e l’invenzione di artigiani, per utilizzare un mezzo che non fa parte di noi».
Le rubriche
Il programma si trasforma in 9 rubriche giornaliere a cui si aggiungono eventi extra. C’è ovviamente una rubrica di “Spettacoli”, sette contributi video integrali delle compagnie Teatro Gioco Vita, Il Melarancio, Cicogne Teatro, I Burattini di Mattia, Cta di Gorizia, Coppelia Theatre e Vladimiro Strinati, prodotti per il festival. Una è “Incontri ravvicinati”, serie di interviste a molti degli artisti in programma. Personaggi pronti a mettersi in gioco raccontando dei loro progetti artistici, delle produzioni per il festival, di idee e speranze oltre il Covid. Ci sono “Cartoline dal mondo” dal respiro internazionale intrinseco al Festival Adm; contributi, video, estratti, realizzati da decine di compagnie straniere dedicati al Festival. Un’altra rubrica è “Non sono un soprammobile” sette mini video che raccontano in un minuto tutto quello che può essere il teatro di figura. A realizzarli sono due giovani marionettiste, allieve di un corso della Scuola di formazione Ert. E ancora “La bottega dei burattini” curata da Gian Luca Palma socio, marionettista e costruttore del Teatro del Drago. «Riguarda molto da vicino il nostro mondo – aggiunge Roberta – che è fatto di costruttori, senza i quali non esisterebbe il teatro di figura».
Attualissima è la rubrica “Incursioni digitali”; sono risposte creative di artisti spronati con alcuni input. E poi la rubrica Covid “Quasi in scena”, lavori in procinto di debutto costretti alla sospensione. Infine workshop e laboratori on line per adulti e bambini (i soli a pagamento). Si mantengono il convegno internazionale sui musei di teatro di figura dedicato ai più autorevoli musei di teatro di figura italiani, presenti anche il dirigente di Mar e Classense Maurizio Tarantino, l’assessora Elsa Signorino e Valentina Galloni del Sistema museale della Regione Emilia-Romagna.
Omaggio a Maria Signorelli
È questa una chicca da non perdere; Maria Signorelli (1908-1992) già Sirena d’oro del festival, scenografa, costumista, docente, creatrice, collezionista di burattini, artista e intellettuale, ha rappresentato un riferimento per generazioni di burattinai e di giovani discepoli che attraverso il suo esempio si sono innamorati del mondo delle figure. Le figlie Giuseppina e Maria Letizia Volpicelli hanno creato un filmato inedito appositamente per il festival: «Sono sei brevi video che ci fanno scoprire Maria Signorelli nelle sue stanze domestiche, aggiunge Colombo, una figura che negli anni Venti e Trenta italiani fu un emblema. Le sue stanze, i suoi quadri, i suoi libri ci raccontano una Maria Signorelli segreta».

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