Buoni pasto a Imola, da oggi si possono richiedere

IMOLA. Da oggi e fino alle 12 del 15 aprile sarà possibile presentare a Imola la domanda per ottenere i buoni spesa. Le richieste dovranno essere “compilate esclusivamente sul modulo disponibile sul sito www.comune.Imola.bo.it, corredate dalla fotocopia di un documento di identità valido e inviate alla casella e-mail buonispesa@comune.Imola.bo.it o completate direttamente sul portale raggiungibile dal sito del Comune”. Chi non ha accesso alla posta elettronica o a internet potrà, invece, consegnare la domanda a mano ai “Servizi per il cittadino (sala Giulio Miceti, al secondo piano di piazzale Ragazzi del ’99 3/a), previo appuntamento telefonico allo 0542-602215, per i cognomi con iniziale dalla A alla F; all’ufficio Protocollo di piazza Matteotti 23, telefonando allo 0542-602279, per i cognomi con iniziale dalla G alla M; all’ufficio Scuole di via Pirandello 12 (0542-602319), per i cognomi con iniziale dalla N alla S e all’Asp Circondario imolese di viale D’Agostino 2/a (0542-606720), per i cognomi con iniziale dalla T alla Z”. Gli appuntamenti telefonici si riceveranno da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12. Chi ha diritto ai contributi li riceverà “attraverso l’accredito diretto sul conto corrente bancario o postale, o tramite l’emissione di buoni spesa da utilizzare nei negozi convenzionati, la cui lista sarà pubblicata sul sito del Comune”. Gli importi andranno “da un minimo di 150 euro per nuclei unipersonali a un massimo di 350 per nuclei di cinque o più persone”, con somme intermedie di “200 euro per nuclei di due persone, 250 euro per nuclei di tre persone e 300 per nuclei di quattro persone”. Le tempistiche di erogazione dei buoni spesa verranno comunicate a breve sul sito del Comune, dove saranno precisate anche le modalità di erogazione. Per informazioni è anche possibile contattare il Servizio Politiche sociali, abitative e della coesione, ai numeri 0542-602580 e 0542-602325, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. «Abbiamo tenuto una linea prudenziale – spiega il commissario prefettizio – per dare immediatezza alla distribuzione del beneficio e cercare di soddisfare il maggior numero di domande possibili». Aggiunge quindi che «se rimanessero delle risorse, verranno riattribuite in base agli stessi criteri, senza necessità di ulteriori domande». Spiega quindi che l’accredito diretto è «per lasciargli la massima libertà nella scelta dei negozi, al di là di quelli convenzionati». Questo «per non escludere i negozi di vicinato e la piccola distribuzione e anche per ridurre la circolazione delle persone e dare respiro alle piccole attività». Il commissario ricorda che «ci saranno verifiche e controlli perché siano rispettati i paletti fissati dall’ordinanza nell’individuare gli aventi diritto»

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