Buon San Valentino con le cartoline di Adolfo Busi

14 febbraio: San Valentino, festa degli innamorati. Se si fa riferimento al Martirologio Romano in questa data si ricordano Valentino sacerdote decapitato dall’imperatore Claudio nel 268 d.C. e Valentino vescovo ucciso da Aureliano nel 273 d.C., entrambi sepolti vicino a Terni. La tradizione popolare unifica i due martiri nella ricorrenza, ma è Valentino vescovo quello identificato come protettore degli innamorati per la virtù di unire in matrimonio le coppie “impossibili”, in piena libertà di scelta senza limitazioni familiari o sociali, solo fidandosi della sincerità del loro amore. Così viene decapitato per aver celebrato le nozze tra un centurione pagano e una nobile cristiana. La data del festeggiamento sembra ricondursi ai riti romani della fertilità che si celebrano proprio in quel giorno. È tradizione che per questa festività gli innamorati dei secoli scorsi si scambino bigliettini d’amore, le “valentine”, nome tratto da una poesia d’amore inviata da Carlo I d’Orléans prigioniero nella torre di Londra all’amata moglie Bonne d’Armagnac alla quale si rivolge chiamandola “ma très douce Valentine”, mia dolcissima Valentina. Un’abitudine così diffusa da favorire la produzione di cartoline e biglietti decorati, con immagini romantiche inneggianti all’amore, desiderato o corrisposto.

Anche in Italia la formula diventa molto comune specie nella prima metà del secolo scorso. Molti illustratori famosi sono coinvolti in questa produzione e tra loro, uno dei più capaci e apprezzati: Adolfo Busi (Faenza 1891 – San Lazzaro di Savena 1977). L’ampia e dettagliata biografia -critica dell’artista redatta da Marilena Pasquali è inserita nel volume di Franco Solmi “Adolfo Busi” edito da Il Nuovo Laboratorio di Bologna nel 1984. Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, inizia a esporre già nel 1912 nella sua città e a Rimini. Nel 1915 ottiene la medaglia d’argento all’Esposizione Internazionale di San Francisco, partecipa alla III Secessione Romana, si sposa con la pittrice Lilla Leonardi e si traferisce ad Alessandria ad insegnare alla Reale Scuola Tecnica.

L’attività di cartellonista inizia fra il 1918 e il 1920 con la collaborazione all’Atelier Chappuis di Bologna continuando dal 1928 con la Casa Ricordi di Milano, definendo la sua scelta di privilegiare la grafica pubblicitaria pur mantenendo interesse per la pittura tradizionale.

Durante la Seconda guerra mondiale è a Rimini dove trascorre abitualmente le vacanze estive con la famiglia, poi nel Montefeltro. Nel dopoguerra continua l’intensissima attività di illustratore e grafico pubblicitario, riprendendo progressivamente interesse per la pittura di cavalletto, dedicandosi principalmente al ritratto, al paesaggio e all’arte sacra. Le sue “famose” cartoline comprendono immagini del corteggiamento di coppie spavaldamente eleganti o ritratte in atteggiamenti romantici oppure esplicitamente finalizzate a realizzare il loro sogno d’amore. In molte occasioni sono i bambini protagonisti di scene teneramente maliziose che emulano movenze, gesti ed espressioni degli adulti. È una sua creazione il ricorrente personaggio dell’inquietante Cupido con bistro, rossetto e ciuffo alla “Cirillino” di George McManus. Busi possiede un segno grafico di grande efficacia, ricco di inventiva che attraversa con estrema leggerezza e modernità l’illustrazione del secolo scorso. Un elegante sistema di comunicazione, una testimonianza di costume ormai superata dai mezzi sempre più potenti della tecnologia di oggi.

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