Brutale rapina ad anziana a Piangipane, arrestati tre minorenni

Tre ragazzini. Adolescenti tra i 16 e i 17 anni.

Giovanissimi ma spregiudicati, al punto da farsi beccare durante il lockdown davanti a un compro oro con la refurtiva di una rapina avvenuta la sera prima. Quella leggerezza gli era costata la denuncia per ricettazione, e ora – dopo tre mesi di indagini – ha fatto finire tutti in carcere. Sono accusati avere pianificato e messo in atto il brutale colpo ai danni di una signora di 86 anni, aggredita in casa propria a Piangipane lo scorso 23 marzo e finita all’ospedale con 20 giorni di prognosi.

A carico dei tre minorenni (uno dei quali sarebbe il quarto membro della baby gang accusata della rapina al volontario Auser nella zona del parco Teodorico), il giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di Bologna, Luigi Martello, ha accolto l’istanza della Procura ravvisando un elevato pericolo di reiterazione.

Minacciata con un coltello

L’anziana non li aveva visti in volto. D’altronde era stata subito sbattuta a terra, faccia contro il pavimento – così aveva riferito – da un gruppo di sconosciuti vestiti di nero e con il volto travisato da un passamontagna. Uno le aveva puntato un coltello al collo, procurandole anche un taglio sotto al mento. Era accaduto attorno alle 20.30, in una villetta della frazione. Il marito era al piano di sopra e stava riposando. Scendendo le scale aveva fatto giusto in tempo a vedere di spalle uno dei rapinatori in fuga. Uno choc. Ai carabinieri la donna aveva detto di avere notato almeno cinque persone e che una sola le aveva parlato, in un italiano senza particolari inflessioni, minacciandola addirittura di tagliarle un dito se non avesse consegnato l’anello che indossava.

Il salto al compro oro

Nemmeno 24 ore dopo, quasi in contemporanea alle dimissioni dell’anziana dall’ospedale, una Volante della polizia di Stato si fermava davanti a un compro oro a Ravenna, notando un gruppetto di giovani che – in quel momento di piena emergenza coronavirus – non si sarebbe dovuto trovare in strada. Con loro c’era anche una ragazza maggiorenne, risultata estranea ai fatti ma probabilmente contattata per piazzare la refurtiva. Non avevano previsto che il negozio fosse chiuso proprio per le disposizioni anti contagio. Di fronte agli agenti l’atteggiamento strafottente non aveva aiutato, men che meno il tentativo di distrarli mentre uno dei tre si sbarazzava di un sacchetto con dentro collane e bigiotteria varia. Alla fine, da una gamba dei pantaloni erano saltati fuori anche gli orologi.

Le indagini

Dalla denuncia per ricettazione si sono mossi poi gli investigatori della squadra Mobile, orientati a chiarire come quegli oggetti fossero finiti in mano ai tre ragazzini. Per farlo le indagini si sono avvalse di planimetrie e mappe satellitari. È probabile che anche eventuali accertamenti attraverso i tabulati e le celle telefoniche abbiano fornito gravi indizi di colpevolezza sulle mosse compiute dai minorenni prima e dopo il colpo. Sulla base di quelle risultanze la procura ha chiesto l’arresto. Il gip non ha usato mezze misure. Il gruppetto, difeso dagli avvocati Battista Cavassi, Francesco Furnari e Michela Zito (del foro di Bologna), è stato portato nel carcere minorile del Pratello.

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