Ce l’ha fatta don Marco Ferrini, il parroco del paese, a riportare il cinema a Brisighella, nella storica sala del Teatro Giardino, dove le proiezioni erano terminate nel 2013. L’inaugurazione è fissata al 26 dicembre, quando partirà anche la prima programmazione, relativa al periodo delle feste. Forte dell’esperienza faentina, don Marco, che ancora gestisce la Sala Europa presso la sua precedente parrocchia, Sant’Antonino, nella città manfreda, ha portato a termine un percorso e un progetto che si era fissato dopo il suo trasferimento nella cittadina collinare. Il sacerdote è anche il presidente dell’associazione Pavone d’Oro, infatti la musica, oltre al cinema, è l’arte con cui ha maggiore dimestichezza e su cui punta per aggregare, soprattutto i più giovani. Con il cinema l’offerta è comunque rivolta a tutti. «Si tratta infatti di un progetto per la comunità - ha dichiarato -: si offre uno spazio che per funzionare ha bisogno di frequentazione e coinvolgimento, uno spazio che a Brisighella era venuto mancare. Non c’è molto in paese, così ecco la nostra disponibilità per un’iniziativa che ha incontrato calorosa accoglienza». C’è voluta una campagna di crowdfounding, il cui obiettivo erano 10mila euro per riallestire gli ambienti e le attrezzature. Se ne sono raccolti intorno a 20mila, grazie anche agli aiuti di privati, oltre a prestazioni d’opera benevole di generose ditte e aziende. Sì, perché il cinema Giardino è un orgoglio per i brisighellesi, perciò la volontà di ripristinarlo ha trovato tanti consensi e sostegni. «Noi dei fondi non ne avevamo - aggiunge don Marco- con due chiese ancora da ripristinare (San Michele e il santuario del Monticino) non ce lo potevamo permettere». La sala fu inaugurata nel 1945 su iniziativa del parroco di allora don Pietro Pezzi «che si indebitò - racconta don Marco - attirandosi addirittura le critiche dei parrocchiani: si disse che con il cinema voleva traviare i giovani brisighellesi mentre altri lo accusarono di volersi arricchire. In realtà fu un’intuizione lungimirante. Incurante il parroco andò avanti e il cinema sorse su una sala ancora più antica, un teatro fondato da don Antonio Casanova nel 1896». Visti i presupposti si capisce il legame del paese con questa sala che nel tempo ha vissuto diverse chiusure e riaperture. Nel 2013 con l’avvento delle multisale il suo destino pareva segnato, ma ecco una “resurrezione” che sa proprio di sacro. Non sono molti i cinematografi parrocchiali superstiti: c’è l’Europa a Faenza, il Moderno a Castel Bolognese, qualcosa a Forlì, ma tanti sono scomparsi. Il profilo è quello del cinema d’essai, delle seconde visioni, di appuntamenti a tema anche con ospiti. Chi arriverà al Giardino lo troverà completamente ridipinto, con un nuovo impianto elettrico e audio, comode poltrone (104 posti mentre alla chiusura ne conteneva 220). Per gestirlo è attivo un gruppo di lavoro di circa 20 persone. Si pensa ad aperture domenicali e festive e una infrasettimanale. I prezzi sono 7,50 euro intero, 6,50 ridotto, possibilità di tessera per riduzione e abbonamento a 10 film a 50 euro.
Don Marco riporta il cinema a Brisighella: “Offriamo uno spazio alla comunità”