La comunità locale si è stretta intorno a Giuliano Chiari, il barbiere di Fognano nel giorno del suo pensionamento. Domenica mattina il maestro di “barba e capelli” ha voluto salutare clienti, amici e quanti negli anni hanno trovato in lui un punto di riferimento nella valle del Lamone. Non solo quale artigiano dalla tecnica sopraffina, ma come amico e confidente in diverse vicissitudini di vita. Infatti il suo salone è sempre stato aperto anche come luogo di ritrovo, di racconti, a volte di sfoghi umani: momento felici o tristi come quando un cliente gli riferì il desiderio della moglie gravemente ammalata di sistemarsi i capelli. Lui non ci pensò due volte, si recò a domicilio a soddisfare quella piccola volontà richiesta. Va detto subito che pur terminando l’attività la “bottega” resterà aperta. Il raduno di domenica infatti è stata l’occasione per il passaggio di consegne ad una giovane parrucchiera del posto Lu Jie , di origini cinesi, da anni moglie di un fognanese. Lu che parla anche il dialetto romagnolo, lavorava presso un salone di Riolo Terme, finché Giuliano non l’ha convinta a mantenere aperto il suo negozio, strappando la promessa di non togliere neanche quella storica insegna “Barbiere Giuliano”.
«Credo che finché ne avrò la possibilità – spiega lo stesso Giuliano – sarò anch’io in negozio qualche volta, il richiamo per la professione è ancora forte. Avevo solo 13 anni quando iniziai a Marradi da Maurizio Monti, deceduto anni fa. Da lì non ho mai interrotto. Ho trascorso la mia vita con le mani tra i capelli. Sono riconoscente a tutti: voglio ricordare i miei colleghi dell’Anam, accademia parrucchieri di Ravenna, Rivola, Mazzoni, Benito di Modigliana, tramite loro sono diventato un maestro, insegnante in Accademia fino al 2018. A malincuore dopo 63 anni, lascio un mestiere che mi rimane nel sangue. Mi gratifica il fatto che il negozio, con i miei strumenti, continui a vivere con Lu che mi ha dato prova della sua capacità e passione». Lu, per omaggiare Giuliano, ha voluto aggiungere un motto promozionale «Barbiere Giuliano, cavel e chiacre (capelli e chiacchiere) una storia che continua, stessa tradizione, nuova gestione». A tutto ciò si commuove l’anziano artigiano durante la piccola festa, e il taglio del nastro per l’inaugurazione della subentrante diventa qualcosa di sacro, la cui solennità si confonde con antichi “aromi” di brillantina e con gesti ormai in disuso, come la riga ai capelli fatta con il rasoio a mano libera. «Vi abbraccio tutti e un pensiero speciale va a mia moglie che mi ha sostenuto e aiutato in questi lunghi anni, oltre alle mie figlie» ha aggiunto trattenendo le lacrime. Giuliano abita a Lutirano e non sono mai stati un sacrificio per lui quei circa 20 km da percorrere tra i monti per aprire il salone tutte le mattine. Anzi «è stato un onore» ha commentato.
Tra i tanti partecipanti al buffet anche il maresciallo della stazione di Fognano, l’assessore Dario Laghi con la fascia, e perfino il console onorario di Malta, Enrico Gurioli, che a Fognano è di casa e ovviamente è un cliente di Giuliano. Laghi ha voluto rimarcare quanto sia importante la permanenza dell’attività “un granello di sabbia resiliente a contrastare lo spopolamento”. Negli anni ‘80 nel solo tratto di strada detto “budello” (di circa 200 metri) si contavano ben 36 negozi, impensabili oggi. Di taluni sono rimaste le insegne: generi alimentari, macelleria, perfino piante e sementi e poi almeno due bar, l’edicola. Quasi tutto scomparso, quelli rimasti sono il mitico Giuliano, il forno pasticceria, il bar Lamone, un antiquario, il ristorante Catarena, la farmacia Ottaviani, una pizzeria napoletana e una galleria laboratorio d’arte.