Brisighella, nuovi scavi archeologici al Castello di Ceparano

A quattro anni dall’avvio degli scavi archeologici nel sito di Ceparano, il professor Enrico Cirelli del dipartimento di Storia culture civiltà dell’Università di Bologna, coordinatore delle campagne, presenterà questa sera alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria dell’Angelo a Faenza i risultati ottenuti sino ad ora.
«Ormai – spiega il docente – il sito di Ceparano risulta molto più esteso di quanto si pensasse in precedenza, occupando due colline. Quella che nella tradizione appariva solo come una torre è in realtà un castello di quasi un ettaro con cinta muraria, una chiesa, un cimitero e abitazioni».

Uno degli obiettivi della prossima campagna di scavi, al via a luglio, sarà quello di stabilire quali forme di insediamento fossero presenti in loco prima del X secolo d.C.: «Sappiamo che ce n’era uno di origine romana alla base della collina – prosegue Cirelli – ma resta ancora tutto da scoprire».
Probabilmente gli antichi romani avevano scelto l’area per sviluppare la produzione di mattoni e di vino e solo in un’epoca successiva la collina sarebbe stata sfruttata per l’estrazione dello spungone.
«L’idea – aggiunge Cirelli – è che sulla collina vi fosse un presidio di fine VI secolo, ma stiamo ancora cercando di provarlo. Finora abbiamo rinvenuto solo qualche frammento di ceramica».

Mentre si attende di partire alla volta di Ceparano, la campagna di scavi nel sito di Rontana è partita lunedì scorso, dando seguito a un progetto iniziato nel 2007 e interrottosi nel 2020 solo a causa della pandemia. Una ventina gli studenti dell’Università di Bologna coinvolti in qualità di aspiranti archeologi: «A Rontana lavoreremo su quattro saggi – afferma Cirelli –. Uno sul lato sud, uno sul fianco orientale del castello, uno davanti a una porta della rocca sul lato nord e l’ultimo nell’area centrale, dove sono state precedentemente trovate dell’VIII secolo d.C. Quest’anno cercheremo le basi altomedievali nella parte alta del sito e le prove della presenza di una chiesa».
La squadra di studenti al lavoro a Ceparano viene ospitata dal circolo Arci di Marzeno, mentre il progetto è sostenuto dalla Cassa di Risparmio di Ravenna e dall’Unione della Romagna faentina.

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