Brisighella, ecco Lunedì: la gallina salvata dal macello ora è trattata come un cagnolino di casa

«Ciao a tutti, mi chiamo Lunedì e sono una gallina miracolata». Se potesse parlare si presenterebbe così. Non parla ma pare proprio che a questa gallina manchi solo la parola. Come certi cagnolini, segue la sua “padrona”, Annalisa Donati, dell’associazione Amore Bestiale, rifugio per animali a Brisighella, che l’ha allevata da quando aveva soli 45 giorni, l’ha nutrita e tenuta accanto come fa una chioccia con i pulcini. E in effetti era poco più di un pulcino, seppure pesate un chilo e mezzo quando è successo il “miracolo”.

Era un lunedì appunto (ecco il motivo del nome) e lei che non meritava neppure il rango di gallina ma solo di pollo, viaggiava su uno di quei camion che trasportano pollame in gabbia.

Sfuggita a morte certa

Era insieme a centinaia di suoi simili, destinati al macello: tutti di razza “Broiler” dal piumaggio bianco, allevati in serie, esclusivamente per produrre carne, geneticamente modificati per raggiungere il peso standard in un mese e mezzo, e poi uccisi e trasformati in bistecche.

Una vita brevissima la loro, nella galera asettica di un capannone con aria condizionata, luce notte e giorno per farli mangiare dietro le sbarre, e poi vaccini, antibiotici, mangimi, acqua. Sennonché quel lunedì su una strada molto trafficata del ravennate il camion frena, poi c’è una curva, da una delle gabbie si apre uno spiraglio e lei vola fuori. Più che volare cade, precipita, le macchine la evitano per un pelo, poi terrorizzata finisce in un campo adiacente.

Un automobilista vede la scena, si ferma e nota il pollo mezzo rintronato in mezzo all’erba, in un mondo tutto nuovo. «Quel signore – racconta Annalisa – chiama l’associazione Clama di Ravenna che manda un volontario a prelevarla».

Inizia la rinascita

Lunedì viene adottata dall’associazione Amore Bestiale e si trasforma in gallina ruspante e ovaiola : «Essendo pulcina – continua Annalisa – andava accudita in modo particolare. Non potevo metterla subito insieme alle altre galline, che l’avrebbero rifiutata. Allora dormivo con lei nel divano, si stendeva, si accoccolava e sembrava facesse le fusa come i gatti, restava acquattata vicino alla sua nuova mamma. In etologia questo fenomeno è denominato imprinting, ovvero quella fase dell’accrescimento in cui volatili e mammiferi riconoscono e seguono la madre o un suo surrogato».

Insieme ad altri “miracolati”

Passato qualche mese Lunedì diventa una gallina a tutti gli effetti. Ora vive nel pollaio della fattoria che raccoglie una moltitudine di animali salvati dalla macellazione o “border line” perché non avrebbero avuto futuro, se una tale struttura non fosse stata creata.

Ogni esemplare ha una commovente storia alle spalle da dimenticare, a volte di torture subite, a volte di abbandono, o di ritrovamento in condizioni pietose, di incidenti, percosse, ferimenti. La gallina quando vede Annalisa si stacca dalla colonia, la segue e va a prendersi le coccole.

«Da qualche tempo – conclude la sua mamma adottiva – ha iniziato a fare le uova».

Lunedì è una gallina doppiamente miracolata: scampata in modo rocambolesco dalla macellazione, sgattaiolata tra le auto che potevano investirla e finita a condurre una vita finalmente dignitosa, presso un rifugio che di “miracoli” di questo genere se ne intende.

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