Brisighella, crollo al Santuario del Monticino

La cittadina ha perso uno dei suoi tre colli, o perlomeno lo ha perso dal punto di vista della completa accessibilità ad uno dei panorami più suggestivi d’Italia e al monumento simbolo della vallata: è infatti il colle più alto quello che ospita il Santuario del Monticino ad essere rimasto “mutilato”.
Una “menomazione” a un’icona del turismo brisighellese, ad un elemento paesaggistico conosciuto ovunque, ad un paesaggio immortalato dal genio artistico di Giuseppe Ugonia e tanti altri che hanno esportato ovunque la pittoresca immagine di Brisighella. E’ infatti crollata una delle muraglie in grosse pietre di contenimento che circondano il Santuario. Il cedimento pare che fosse “annunciato” e che nonostante le segnalazioni nessuno sia intervenuto a porvi rimedio.
Il sito è di proprietà della Chiesa (Diocesi di Faenza). Quando si sono viste le sbarre interdire l’accesso alla stradina che, dalla provinciale Monticino-Limisano conduce al parcheggio (condiviso con quello del parco geologico), si è pensato a lavori stradali o di manutenzione, ma poi il perdurare della chiusura e le constatazioni di coloro che si sono spinti fin lassù a piedi hanno rivelato la reale causa.

Il muro di cinta è crollato nell’area cortilizia della casa contigua alla chiesa, in prossimità del camminamento selciato, anch’esso interdetto. I grossi massi rotolando hanno rovesciato un serbatoio di Gpl ad uso dell’immobile contiguo abitato dalla custode: in uno spazio dove la signora si trovava spesso a coltivare fiori. Dopo il crollo sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’area, dichiarandola inagibile. L’anziana è stata evacuata: «Quando sono arrivati i vigili del fuoco – spiega Carlo Alberto Albonetti figlio di Lorenzo (deceduto 2009) e Neri Emiliana custodi dal 1956 del Santuario – il serbatoio perdeva e solo il pronto intervento di un parente che ha chiuso una valvola, ha impedito il peggio: sarebbe bastata una scintilla per causare un disastro».

«A mio avviso – continua il suo racconto – si è trattato di un cedimento dei muri che sostengono il cortile dinanzi alla canonica i quali necessitavano di manutenzione. Questi muri infatti erano già visibilmente pericolanti (rigonfi) almeno 12 anni fa. Nel 2015 la situazione era notevolmente peggiorata e noi come custodi abbiamo informato anche con raccomandata sia l’arciprete di Brisighella sia il Comune. Nel 2021 le crepe presenti sul davanzale superiore avevano raggiunto i 50 cm, e un anno dopo è venuto giù tutto. Si è ipotizzato che siano stati gli scarichi fognari a fare cedere il muro, ma secondo me è vero il contrario, ciò è stato il cedimento a ledere gli scarichi».

Da allora si sono deceduti ben due parroci; a sentire Albonetti «sapevano del pericolo e avevano effettuato sopralluoghi. Ora fra l’altro mi ritrovo con mia madre evacuata in comprensibile disagio per l’allontanamento forzato, una bella botta dopo 66 anni di permanenza, tanto lavoro svolto per rendere gradevole il Santuario, mantenendolo sempre aperto».

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