Brexit, cosa cambia per chi viaggia e tutti i rischi per i consumatori

CESENA. Brexit: ora cosa succede ai consumatori che viaggiano a Londra o fanno shopping?
«Intanto c’è una fase di transizione che dovrebbe durare fino a dicembre 2020».
A parlarne è Giorgio Casadei, Adoc Cesena, analizzando le problematiche in vista per i consumatori.
«È solo l’inizio di un lungo percorso che, alla voce diritti dei consumatori e dei passeggeri, è pieno di incertezze. Perché sono molti gli aspetti da chiarire».
Il Centro Europeo Consumatori di cui fa parte anche l’Adoc, ha riassunto così le informazioni più importanti per i consumatori.
«Nei prossimi mesi l’Ue ed il Regno Unito dovranno negoziare le loro future relazioni a lungo termine. Se durante questo periodo di transizione non ci sarà un accordo tra l’Ue ed il Regno Unito, potrebbe esserci un’estensione di questo periodo oppure anche un cosiddetto “no deal-brexit”, cioè un ritiro dall’Ue senza un accordo».

Shopping e viaggi, rischio per la tutela dei consumatori?

«Per ora, dovrebbe cambiare poco, ma molti sono i condizionali da usare. Durante il periodo di transizione non dovrebbero esserci cambiamenti di rilievo per i consumatori ma c’è grande incertezza su cosa accadrà dopo. È possibile che i consumatori dell’Ue non possano più fare affidamento sull’elevato livello di protezione dei consumatori che si applica agli acquisti e ai viaggi all’interno dell’Ue quando si recano nel Regno Unito. In tema di diritti dei passeggeri per il momento il diritto della Ue rimane applicabile nel settore dei diritti dei passeggeri. Ma anche questo non è chiaro se resterà tale dopo. Così come ancora da trattare e l’eventuale utilizzo di passaporto o la necessità di un visto per entrante in Inghilterra in futuro.

«Fino alla fine del periodo di transizione, la tessera europea di assicurazione malattia (Team) dovrebbe mantenere la validità. Dà diritto alle cure mediche necessarie alle stesse condizioni previste per i cittadini del Paese in cui si trova. Ma anche qui non è chiaro se questa disposizione verrà mantenuta anche dopo la fine del periodo di transizione. In caso contrario, sarà importante stipulare un’apposita assicurazione sanitaria prima di recarsi nel Regno Unito».
Altro tema caro ai consumatori sono le tariffe di roaming, nella Ue abolite nel 2017. Attenzione perché per i consumatori che si recano nel Regno Unito dopo la fine del periodo di transizione… «E’ possibile che l’uso dello smartphone diventi di nuovo piuttosto costoso».

Molte incertezze anche per gli acquisti online. «Se il negozio online con sede nel Regno Unito indirizza la propria offerta esplicitamente ai consumatori dell’Ue, ad esempio rendendo il sito web disponibile in italiano, i diritti dei consumatori dell’Ue (come la garanzia legale sui beni di consumo e il diritto di recesso di 14 giorni) sono comunque applicabili, anche dopo il periodo di transizione. Resta tuttavia aperta la questione se sarà effettivamente possibile far valere questi diritti in caso di reclamo. Inoltre, a partire dal 2021, gli acquisti online potranno essere soggetti a tasse, dazi doganali e tempi di consegna più lunghi. Se invece si compra in negozio nel Regno Unito, si applica la legge britannica. A partire dal 2021 c’è il rischio di pagare tasse aggiuntive e dazi doganali al rientro della Ue. E in caso di controversia, la competenza è dei tribunali britannici. In tema di dazi e tasse, fino al 31 dicembre 2020, il Regno Unito continuerà ad applicare le norme fiscali e doganali dell’UE e rimarrà membro del Mercato Unico».

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