Brescia capitale della pace con il contributo di San Marino Green

Inaugurata venerdì scorso presso lo splendido salone Vanvitelliano, la quarta edizione del Festival della Pace di Brescia. “Pace e democrazia, dialogo e fratellanza, tutela dell’ambiente e rispetto delle minoranze sono tutti elementi inscindibili che si tengono fra loro”, sono le parole con cui Roberto Cammarata presidente del consiglio comunale di Brescia e anima del festival, apre le danze.

Presenti oltre al sindaco Emilio Del Bono, la vice ministra degli Esteri Marina SereniSetsuko Thurlow, sopravvissuta alla bomba atomica di Hiroshima, che ha voluto portare la sua testimonianza attraverso un toccante video messaggio.

Presente anche Izumi Nakamitsu, sottosegretario generale alle Nazioni Unite per il disarmo, che con le sue parole ammutolisce la platea: “Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale la pace non è mai stata messa in pericolo come adesso”.

In prima fila moltissimi sindaci con la fascia tricolore firmatari del manifesto “Italia ripensaci” che chiede al governo di aderire al trattato per l’abolizione delle armi nucleari firmato nel 2017 ed entrato in vigore nel gennaio di quest’anno. 

A rendere mediaticamente speciale questa edizione, la mostra dell’artista cinese dissidente Badiucao, per la quale vi sono state forti pressioni diplomatiche da parte della Cina affinché l’esposizione non si facesse. Incidente diplomatico che ha fatto sì che la stessa Cnn e il New York Times ne parlassero.

In questo contesto il San Marino Green Festival ha voluto ribadire il legame stringente che vi è fra la pace e la tutela ambientale, portando la propria testimonianza e una mostra generata dai suoi Archivi Sostenibili dell’arte, dal titolo SENZACQUA, con opere di Claudio Ballestracci e Giorgio Busignani, ospitata al Bunkervik, rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale e oggi spazio espositivo sui generis.

“Pensiamo che questa suggestiva mostra possa essere solo l’inizio della nostra collaborazione con il San Marino Green Festival, portatore di idee e di valori” sottolinea a sua volta Roberto Cammarata presente all’inaugurazione della mostra, sabato alle ore 17 al Bunkervik.

Soddisfatto Gabriele Geminiani, ideatore del San Marino Green Festival, accompagnato dalla coordinatrice Alessandra Carlini“Il festival genera relazioni, l’arte genera relazioni. Per chi ha creduto in questo strumento che si è andato affinando in questi oltre 3 anni e mezzo di attività, è il momento di raccogliere i frutti – dice Geminiani – In questi 3 giorni abbiamo fatto incontri importanti, alcuni strettamente pertinenti con quelli che saranno i temi della prossima edizione del San Marino Green Festival. Inoltre, da festival che crede fermamente nelle capacità comunicative dell’arte, mi complimento con Brescia che malgrado certe pressioni, non ha esitato a garantire la libertà di espressione a un’artista che attraverso l’arte denuncia le violazioni dei diritti umani nel proprio paese”. Nella mattina di sabato la delegazione sammarinese è stata ricevuta da Bianca Maiolini vice sindaca del comune di Ome, che per l’occasione ha organizzato una visita guidata dal ricercatore Antonio De Matola, all’Orto Botanico delle conifere, al Bosco delle querce e al Giardino giapponese dei ciliegi.

Rafforzati anche i rapporti con l’associazione KAKI TREE PROJECT di Brescia e il suo presidente Francesco Foletti, con la quale è in atto un progetto didattico con alcune scuole primarie di San Marino che culminerà, nella prossima primavera, nella piantumazione di una piantina figlia del kaki che sopravvisse al bombardamento atomico di Nagasaki.

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