Boxe, le grandi fatiche di Matteo Signani verso l’Europeo

Giaguaro-Destructòr, la marcia di avvicinamento è iniziata. In attesa che siano note data e sede ufficiali (il match dovrebbe svolgersi in giugno), lo sfidante di Matteo Signani per il suo titolo europeo dei pesi medi ha un nome e un cognome: è lo spagnolo Ruben Diaz, classe 1979 come il pugile savignanese, che tenterà l’assalto al massimo alloro continentale per la seconda volta dopo la sconfitta patita nel settembre 2018 dal polacco Kamil Szeremeta. Signani, che ha definito l’iberico “un picchiatore tosto e massiccio che sa come far male al suo avversario”, ha già iniziato a studiarne i punti deboli, ma soprattutto ha iniziato da tempo a preparare al meglio l’incontro, allenandosi dalle 10 alle 12 volte a settimana alla Ringside di Rimini sotto la vigile attenzione del coach Gianmaria Morelli, di Daniel Scarpellini e del preparatore atletico Nicola Zignani, che lo seguono passo dopo passo nella caccia all’ennesima conferma che potrebbe assumere le sembianze di un trampolino di lancio: con un paio di successi in difese ufficiali Signani scalerebbe infatti i ranking Ibf e Wbc (nei quali al momento si trova, rispettivamente, all’ottava e settima casella) mettendosi nelle condizioni di poter competere, un giorno, anche per il titolo mondiale di categoria. Un sogno che ad oggi sembra ancora remoto, ma Signani ha già abituato a scalare montagne per materializzarli, sconfiggendo nemici sia sul ring che fuori: poco più di un mese fa anche il Covid ha provato a frenarlo e la battaglia non è stata facile, ma dopo qualche giorno di febbre alta e un tampone negativo che tardava ad arrivare, dopo quasi tre settimane anche quella pratica è stata archiviata. Il pugile 41enne (spegnerà 42 candeline a giugno) ha conquistato il titolo europeo l’11 ottobre 2019 sconfiggendo a Trento l’armeno Gevorg Khatchikian per poi difenderlo con successo un anno dopo battendo a Caen il francese Maxime Beaussire infliggendogli un ko alla seconda ripresa. È stata la trentesima vittoria (di cui 11 per ko) per il Giaguaro, a fronte di 5 sconfitte (una sola per ko) e tre pareggi. “El Destructòr” Ruben Diaz, che i 42 anni li compirà in novembre, vanta invece 26 vittorie (17 ko), 2 sconfitte (1 ko) e 2 pareggi.

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