Botte e rapine in centro: 2 soluzioni pronte per Cesena

Ciò che è avvenuto sabato in centro è segno di come serva attenzione speciale in questo periodo ad alta tensione dovuto anche agli effetti della Pandemia. Con società civile, forze dell’ordine e magistratura che devono remare in un’unica direzione per arginare derive di violenza che Cesena vuole tenere lontane.

Botte e rapina

Centro pieno di gente desiderosa di socializzare. Prima una scazzottata tra giovani “alterati dall’aperitivo” in viale Mazzoni. Poi un magrebino appena uscito dagli arresti domiciliari riverso a terra per il troppo alcol in via Masini. Poi lo stesso, accompagnato da un connazionale anche lui da poco in libertà, appena ripresosi dallo stordimento dell’alcol che si sono picchiati con due dei bulli poco più che maggiorenni che da tempo tengono alta la tensione nei weekend. Stavano cercando di rapinarli di scarpe e cellulare in corso Sozzi vicino alla barriera. Con una delle due vittime che è anche stato trasportato in ospedale dal 118 per le medicazioni del caso (salvo poi fuggire dal pronto soccorso).

Velocità d’intervento

«Ho notato positivamente come ci sia stata una capacità di intervenire in tempi rapidissimi da parte delle forze dell’ordine – riepiloga il sindaco Enzo Lattuca – Questo non credo sia da collegare al fatto che tra i coinvolti ci siano persone già pregiudicate ma più semplicemente perché, come ho avuto modo di constatare di persona, il centro è ben presidiato negli orari che ora possono diventare a rischio. Le leggi e le dinamiche dei fatti non sempre permettono automaticamente di poter arrestare una persona anche quando la si coglie sul fatto come in questo caso».

Non è un periodo facile: «Certo: non possiamo ricondurre tutto al coronavirus. Ma è evidente come queste episodi di violenza improvvisi ora abbiano una frequenza più elevata e la cosa non va sottostimata. Il Covid-19 non stimola chi non è abituato a delinquere. Ma può incidere sulla frustrazione di chi delinque e le restrizioni fanno negativamente leva anche su chi viaggia sul filo della legalità facendogli fare un passo di troppo. Che la situazione sia delicata lo notiamo anche con altri parametri. Di certo là dove c’è un problema la pandemia tende ad esagerarne i toni. Lo vediamo dal numero di Tso firmati piuttosto che dai casi di violenze domestiche che si acclarano. O si vede da come i furti nelle abitazioni siano calati col coprifuoco ma lasciando spazio stando agli esempi di questi giorni ai furti sulle auto di pezzi di ricambio o ad atti di vandalismo».

Controlli

Ma i controlli ci sono: «Lunedì dopo il coprifuoco tornavo a casa a piedi dal Comune ed ho incrociato nel deserto del centro il cellulare della polizia locale che stava verificando la presenza di tre senza fissa dimora sotto al loggiato di corso Sozzi. Il presidio dunque c’è. Va sottolineato come in certi frangenti ci sia difficoltà da parte delle forze dell’ordine. Che possono fare rispetto a dei gesti ad esempio di semplice maleducazione? In casi come quello della rapina invece le forze di polizia hanno dimostrato concretezza. La speranza è che a questo livello di rapidità possa corrispondere, quando se ne dovesse presentare l’opportunità, anche una reazione utile ad eradicare il problema da parte della autorità giudiziaria».

Due binari d’intervento

Le vicende sono sotto gli occhi anche dell’assessore alle Sicurezze Luca Ferrini, che allarga lo sguardo aspettando di concorre anche alle competenze di suoi colleghi.

«La polizia locale ha aumentato la sua presenza nelle ore più calde in centro arrivando anche a raddoppiarsi. Ho chiesto che in centro gli agenti possano essere appiedati per stare tra la gente e garantire un punto di riferimento, dando pienissimo sostegno anche all’agire di polizia e carabinieri.

Cesena in questo momento ha dei punti e dei momenti che tengono desta la nostra preoccupazione. E nel massimo rispetto dei ruoli la speranza è sempre quella che anche l’autorità giudiziaria sia propensa a non sottovalutare quanto ci accade. Di certo la speranza è che possa notare come sia noi come Comune che le forze dell’ordine in questo momento siamo in trincea per tenere lontano il più possibile delle derive che non vogliamo ci appartengano. Se tutti nel rispetto dei ruoli sapranno suonare lo strumento giusto non ho dubbi che gli effetti devastanti a livello psicologico di questa pandemia possano essere smorzati.

C’è certamente una componente sociologica che non va sotto valutata. Ci stiamo rendendo conto e ci renderemo conto sempre più degli effetti devastanti che questa pandemia sta lasciando soprattutto sui più giovani. Paura per la salute, per il proprio lavoro, per l’aspetto economico e la propria famiglia… Noia e rabbia accentuano momenti di disagio. Sono convinto che accanto alla repressione ci debba comunque essere anche un approfondimento delle cause ed un tentativo di risolvere le cose anche con la vicinanza dell’Amministrazione. Ad esempio tramite i servizi sociali. Sono in sinergia per questo con l’assessore Carmelina Labruzzo. Prenderemo delle decisioni politiche che portino verso quella direzione. Perché è vero che il bastone può essere utile in certe situazioni ma solamente se accompagnato anche dalla carota di azioni preventive».

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