Botte da compagno e figlio: due donne ferite

Non si arresta nell’area cesenate la violenza tra le mura domestiche ai danni delle donne. Violenze di genere che corrono su fili differenti ma accomunati dallo stesso denominatore. Il genere femminile sottoposto ad episodi cruenti. Donne che finiscono ferite in ospedale. Altro comune denominatore la ritrosità nel voler denunciare i fatti e nel volersi far aiutare. Troppo spesso si pensa che episodi simili non accadranno mai più quando invece la statistica in tal senso è implacabile. Quando un uomo diventa violento una volta, facilmente nel tempo tornerà a commettere di nuovo le violenze.

Nelle ultime ore sono state due le situazioni prese in carico dal pronto soccorso del Bufalini e che diventeranno terreno di indagine per polizia, carabinieri e servizi sociali. Alla ricerca di intervento della magistratura che possa bloccare il flusso di violenza.

Una giovane donna di origini nigeriane è stata soccorsa in ambulanza ed una volta arrivata al Bufalini ha spiegato di essere stata picchiata dal compagno in un raptus dovuto a futili motivi di natura familiare. Sul momento la giovane, che convive con compagno e figli in un Comune della media vallata del Savio, ha chiesto protezione per le violenze subite. Quando ha capito però che sarebbe stata trasferita altrove, nello specifico in una residenza protetta di un’altra provincia, ha fatto dietrofront. Si è rifiutata di sporgere denuncia ed è tornata a casa. Forse per non sopportare “il peso” di doversi trasferire assieme alla prole.

È stata colpita più volte al volto ed allo stomaco (dolorante) una donna residente nell’area di pianura del Rubicone. Anche lei quando è arrivata in pronto soccorso ha spiegato la causa delle contusioni visibili sul suo corpo. A picchiarla era stato il figlio, di poco maggiorenne. Le lesioni che ha subito non erano tali da far scattare provvedimenti d’ufficio da parte degli investigatori. La donna quando ha capito che il figlio sarebbe finito i guai seri ha ritirato ogni intenzione di sporgere denuncia. Esponendosi anche lei ad un ritorno a casa ed a possibili nuove violenze in futuro.

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