Borgo Tossignano, nasce il museo geologico del Parco

Il Parco della Vena del gesso si prepara ad affrontare il 2022 in grande stile e con importanti novità nella propria offerta. Lo fa con un investimento, in termini culturali, scientifici a divulgativi proprio nell’area imolese. Dopo un 2021 in cui l’area protetta dedicata e sviluppata lungo quella striscia di gesso che unisce il territorio imolese e quello faentino, ha ottenuto un crescente interesse da parte di escursionistici, amanti del trekking e anche e soprattutto di curiosi, si prosegue con opere, interventi e iniziative che ne amplifichino la portata e la conoscenza a livello locale e non solo. Un successo e prospettive di crescita ulteriore che sono presentate e confermate dal presidente delll’Ente di gestione parchi e biodiversità Romagna, Antonio Venturi.

Presidente che 2021 è stato per la Vena del gesso?

«Direi molto positivo. La pandemia per questa area protetta ha influito positivamente. Nel senso che viste le forti limitazioni ai viaggi, questa parte di territorio ha riscosso un notevole interessamento e partecipazione anche da persone che difficilmente lo avrebbe messo come priorità. Impossibile dare dei numeri ma i sentieri, le vie, compresa quella inaugurata proprio nel 2021 denominata Via del gesso, sono state prese d’assalto, nel termine più positivo, da un pubblico di fruitori di ogni genere di preparazione ed età».

Per questo 2022 quali novità si affacciano per il versante imolese?

«Sono davvero tante. In primis abbiamo avviato diversi progetti di collaborazione con le associazioni del territorio che si occupano della diffusione della cultura del gesso, cominciando dalla Casa del Fiume a Borgo Tossignano, ma non solo».

Quali altri progetti state portando avanti quindi?

«Uno dei più importanti è sempre a Tossignano. Si tratta dell’allestimento della vera porta di tutto il Parco realizzata all’interno del Palazzo Baronale. Qui entro la primavera del 2022 verrà, infatti, allestito e aperto al pubblico il museo geologico del parco. Una conclusione dei lavori che avrà ancora bisogno di un iter di aggiudicazione del punto ristoro presente all’interno della struttura per diventare definitiva e operativa a tutti gli effetti. Ma i tempi non si allungheranno di molto. Grazie a finanziamenti del Por-Fesr abbiamo potuto investire così ben 250 mila euro per la creazione di questa importante vetrina dell’area protetta gessosa. Infine non manca una collaborazione più stretta con l’ente di promo-commercializzazione turistica If per creare modi di promozione, turistica e non solo, più efficaci».

Quali saranno le caratteristiche del museo?

«Sarà la vera porta di ingresso per il Parco della vena del gesso. Il visitatore potrà trovare un ricco e particolare allestimento, realizzato in diverse stanze, ben sette, a cui si aggiungono anche laboratori didattici e contenuti multimediali, dedicato alla storia geologica di questa particolarissima emergenza naturale. Di fatto, anche se da un punto di vista ideale visto che il Parco è fruibile da diverse “entrate” distribuite nei territori interessati, si partirà proprio da Tossignano per poter veramente entrare in sintonia con l’offerta paesaggistica, naturalistica ed escursionistica».

Una due giorni tra cultura, enogastronomia, paesaggio e trekking. Questo è quanto ci si dovrà aspettare e si potrà fare grazie all’iniziativa promossa dall’associazione “la Nottola” che si terrà il 22 e 23 gennaio prossimo nel Parco della Vena del gesso. Le iscrizioni on line terminano il 14 gennaio (tinyurl.com/storicogastronomico). Durante questa particolare escursione si partirà sul versante faentino del Parco, da Brisighella, con i suoi tre colli gessosi, le sue dimore e le sue fortezze, scoprendo la storia di questi luoghi, ma anche i prodotti della terra, degustando i prelibati salumi di Mora romagnola, i formaggi, l’olio d’oliva Dop e i vini Doc. Viaggiando sulla cresta, lungo la recente Via del parco, si arriverà all’altro estremo dell’area protetta, nel territorio imolese. Qui, per esempio, si attraverseranno antichi borghi, la cui esistenza si lega profondamente con il rapporto tra l’uomo e il gesso, fino ad arrivare a scoprire la piccola perla della Valle del Santerno, Tossignano, con i resti della rocca Sforzesca, il Palazzo Baronale, le antiche cisterne e l’antica sagra della polenta, che da 400 anni è un appuntamento gastronomico e culturale che anima la valle. Per maggiori info: 389 0312110 oppure la@nottola.org.

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