Borghi: confiscata la casa di “Zio Pio”

Confiscata e diventata definitivamente patrimonio dello Stato (che ora potrà assegnarla in utilizzo tramite comune e carabinieri) l’abitazione di Pio Rosario De Sisto, ormai 64enne. Si tratta di una casa a Gorolo di Borghi che meno di un anno fa lo aveva visto protagonista di un’aggressione nella quale era stato seriamente ferito.

De Sisto (che nell’ambiente delle estorsioni e della malavita è più noto come “Zio Pio”) aveva da tempo “in sospeso” il sequestro a scopo di confisca di quella casa a Gorolo, per alcune vecchie indagini in cui era coinvolto e che ora sono culminate con i provvedimento.

Il cucciolo di cane che aveva preso come compagno dell’ambiente domestico, è stato affidato ad un suo parente da qualche settimana. Proprio perché ormai era imminente ciò che è accaduto ieri mattina quando ufficiali giudiziari. Comune e carabinieri hanno forzato il cancello d’ingresso facendo diventare a tutti gli effetti un bene pubblico quella villetta che era la residenza ufficiale di De Sisto.

Non è la prima casa che viene confiscata a Zio Pio in seguito ad indagini contro la malavita organizzata. Mentre procedono sia le investigazioni che le ritualità processuali sull’operazione “Paper Moon 2”, e mentre Zio Pio si è visto riaprire le porte del carcere di Rimini per un’inchiesta legata ad estorsioni ed usura, nello scorso mese di novembre il Comune di Santarcagelo ha ricevuto “in assegnazione” l’abitazione che De Sisto aveva anche in quella località. Una casa mai abitata da Zio Pio, quella, in via Cesare Pavese e che l’amministrazione santarcangiolese ha deciso di destinare «… Ad attività sociali o ad incrementare il patrimonio abitativo pubblico, anche per far fronte a situazioni d’emergenza abitativa».

L’abitazione di Gorolo di Borghi confiscata ieri come detto era stata protagonista a settembre 2021 di un episodio violento. Zio Pio era stato atteso in cortile da una mano ignota, al buio mentre rientrava da una cena al ristorante. L’aggressore gli aveva puntato contro una pistola, forse un arma ad aria compressa che spara pallini rigidi e non letali. Un’aggressione dunque volta “solo” a spaventarlo, ma che lo aveva comunque ferito gravemente. Scappando dal suo aggressore Zio Pio era caduto a terra rompendosi il femore. Era stato costretto a ricorrere ad una operazione d’urgenza al Bufalini e ad un lungo ricovero. Aggressione stile “regolamento di conti” o “avvertimento”, sul cui autore nulla ufficialmente è mai stato scoperto malgrado le indagini avviate.

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