Bongiovanni: investire sul sociale conviene

E’ di questi giorni l’annuncio della scommessa “green” di Ursula von de Leyen, Presidente della Commissione Europea, che ha dichiarato il proposito di far diventare l’Unione leader mondiale della lotta al cambiamento climatico attraverso un piano mirato di investimenti verdi.  L’assunto a sostegno di tale strategia, è che la transizione green è sì una necessità ambientale, ma anche una opportunità economica: l’UE deve trovare nuove strade per creare ricchezza e gli investimenti sulla sostenibilità ambientale, possono produrre non solo aria migliore, ma anche ricchezza e lavoro.

Al fianco della via “green” va ricompresa anche la dimensione sociale; il futuro della UE non può prescindere da un rafforzamento della propria dimensione sociale e dalla capacità di cogliere gli aspetti  trasformativi di un’economia che interpella la dimensione di senso di tutti gli attori coinvolti. Sembra quella a sostegno della tesi “green” una condizione confermata anche dalle analisi sull’impresa sociale in Italia, che testimoniano la capacità di questa forma di impresa di generare al contempo, sostenibilità sociale e vantaggio economico. Basta guardare i dati sull’occupazione diffusi dall’Osservatorio Isnet, che monitora da oltre 13 anni l’andamento dell’economia sociale in Italia che presentano un trend  dell’occupazione costantemente in crescita negli ultimi 10 anni, malgrado la crisi che caratterizza il mercato del lavoro. Gli indicatori meglio performanti, riguardano i casi in cui le imprese sociali si alleano con le aziende per sviluppare sui territori azioni condivise. Ad esempio attraverso interventi per favorire gli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate: persone disabili ma anche, in linea con quanto previsto dalla Riforma del Terzo settore e la normativa europea, altre forme di svantaggio: over 50 persone che hanno perso il lavoro, genitori separati, giovani NEET, donne sole,, ecc. Gli studi certificano l’impatto positivo delle collaborazioni, con risparmi importanti per le comunità, e beneficio sociale diffuso. 

Ciò significa che – al di là della retorica del buonismo secondo la quale il sociale aiuta gli esclusi e gli emarginati ed è questo il motivo per cui è importante  – ciò che emerge è che investire sul sociale conviene e i risparmi economici  che ne derivano sono importanti per le comunità locali. Ad esempio, la prima analisi sull’impatto sociale delle imprese sociali di inserimento lavorativo in Italia, dice che per ogni euro investito il ritorno sociale vale il doppio. Isnet dopo gli studi già realizzati in Emilia Romagna , Lombardia e Piemonte,  sta avviando proprio in questi giorni nella Regione Lazio una nuova osservazione degli effetti delle collaborazioni tra l’impresa sociale CEAS – Centro Educativo di Accoglienza e Solidarietà  con sede a Mentana e Leroy Merlin, azienda leader nel settore del bricolage e giardinaggio. Raccontarne gli esiti sarà  fondamentale, proprio per continuare a creare consapevolezza dei positivi ritorni, a beneficio di cittadini, aziende, imprese sociali, beneficiari diretti e indiretti e in sintesi e di tutte  le comunità locali interessate dai processi di sostenibilità ambientale e sociale. L’auspicio quindi è quello di una UE sempre più leader di una doppia sostenibilità, ambientale e sociale insieme. 

*Ricercatrice esperta di economia sociale e Presidente di Associazione Isnet per lo sviluppo dell’impresa sociale

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