Marcella Bondoni

Giorni fa ho letto un intervento sui giornali locali che faceva riferimento alla necessità di garantire luoghi sicuri, per intenderci Covid Free, come miglior vaccino per la crisi del turismo. Pur condividendo l’idea che, in tempi di Pandemia, sia necessario dotare tutte le strutture ricettive e di servizi complementari di protocolli che facciano, in qualche modo, sentire ‘sicuri’ coloro che vi risiedono, penso che in questa fase sia necessaria una riflessione ulteriore rispetto a ciò che ci attende, che va al di là della contingenza. Quella del Covid-19 è una crisi di tipo sanitario con effetti economici rilevanti, con dimensione globale, poiché riguarda tutto il pianeta, e con limiti temporali al momento indeterminati, probabilmente legati alla somministrazione diffusa del vaccino, meta che sembra avvicinarsi di giorno in giorno.

È ovvio che dobbiamo già rivolgere il nostro sguardo alla ripresa, partendo da un ragionamento e studio della mutazione sociale della dimensione umana. I segni della Pandemia sono già visibili nei nostri modelli comportamentali con conseguenti variazioni di gusti, esigenze e scelte da parte di ciascuno di noi, che si riversano obtorto collo sui consumi, sul mercato e innegabilmente sul turismo.
I dati del 2020 a livello nazionale e locale sono senza paragoni. Cento milioni di posti di lavoro nel mondo sono sfumati o fortemente a rischio solo per fare un esempio. A casa nostra si è registrato nel periodo Gennaio/Settembre un decremento di oltre il 40% in termini di arrivi e altrettanto di pernottamenti che ci hanno messo con le spalle al muro. È crollato il mercato estero (-66%) leggermente meglio per quello italiano (-43%) ma non possiamo pensare che nel giro di poco si possa risalire. Le stime UNTWO parlano di un parziale ritorno a regime nel 2024, un tempo che oggi ci appare eterno. E nel frattempo che fare?
Definire l’offerta turistica e fare promozione turistica oggi, sono attività che vanno fatte con sistematicità, dodici mesi su dodici, e con un approccio professionale in linea con le nuove esigenze del mercato e degli operatori.
La promozione e l’offerta turistica devono essere infatti organizzate al pari di ciò che avviene nelle aziende modernamente orientate al mercato che si preoccupano costantemente del proprio marchio e del marketing dei propri prodotti. La mente deve essere pronta a cogliere le sfumature dell’esperienza appena passata. La velocità di ripartenza del turismo è la grande sfida del Paese. La rapidità degli interventi deve essere il risultato della combinazione di competenza e padronanza; essa implica studio, preparazione, pratica. La fretta invece impedisce l’approfondimento e di questo non abbiamo certo bisogno. Mi permetto, in questa riflessione, di delineare qualche scenario che si sta affermando ogni giorno di più, il quale ci obbliga a mettere in campo politiche e azioni innovative anche di governo locale. Dunque:
1) Il Viaggio assumerà sempre più le caratteristiche dello Short break, mete raggiungibili in auto, con la famiglia. Verrà rivalutata quella che gli esperti definiscono staycation, ‘la vacanza fuori porta’. La riscoperta quindi di luoghi che conosciamo ma che dobbiamo riscoprire con occhi nuovi;
2) Turismo slow e all’aria aperta e quindi rivitalizzazione di percorsi, carte, circuiti che permettono di vivere intensamente la natura lontano da luoghi affollati;
3) La sostenibilità ambientale quale punto fondamentale nelle nuove politiche di promozione;
4) ll Digitale: la Pandemia ha accelerato l’utilizzo del digitale in ogni settore. Saremo di fronte a un ‘TURISTA PER CAOS’, a qualcuno che sceglie una destinazione condizionato da fattori esterni e non invece per una autodeterminata necessità personale. Un circolo autoreferenziale che porta alcune mete ed esperienze a diventare “imperdibili” perché magari fanno tendenza su instagram. Per questo motivo la rapidità di risposta del sistema turistico passerà dalla messa a punto di soluzioni su :

  • Burocrazia (quasi cancellata): quella di oggi, pesante e onnipresente, non aiuta a reagire
  • Digitale: strumento per mettere in atto politiche vere. Siamo all’ultimo posto in Europa per competenze digitali
  • Valorizzare il dato: Marketing intelligence su elementi certi. Marketing territoriale e comunicazione derivano dal dato, esse sono efficaci solo se supportate da numeri certi.

Porre mano a tutto ciò potrebbe aumentare la velocità di ripartenza. Il coraggio è l’esito di una scelta e di una pratica; è la forza di affrontare il mondo consapevoli della sua complessità ma anche della nostra capacità di cambiarlo. Negli anni abbiamo, come comunità riminese, dimostrato di possedere tale coraggio sostenuto da uno straordinario carisma dell’accoglienza che ha permesso di plasmare la nostra offerta al mercato in evoluzione. È ora di tirare fuori la conoscenza e l’esperienza collettiva per un nuovo futuro che ci attende.

* Responsabile Turismo Partito Democratico Rimini

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