A poche ore dal vertice istituzionale che dovrebbe far fare un altro passo alla fusione tra la Fiera di Bologna e quella di Rimini, il presidente della Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, bussa di nuovo alla porta del Governo perché venga in aiuto del sistema fieristico italiano messo in ginocchio dalla pandemia. “Come presidenti delle tre Regioni che ospitano l’80% del volume economico delle fiere, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, abbiamo chiesto al Governo una mano”, ricorda Bonaccini a margine della presentazione del Salone nautico che si svolgerà a Bologna dal 17 al 25 ottobre. “Ho fiducia che il ministro Gaultieri, che ha dimostrato attenzione, quella mano la tenda davvero. Stiamo già lavorando con Cassa depositi e prestiti. È evidente che il governo e il Paese non si possano permettere che i sistemi fieristici italiani non funzionino”, ammonisce Bonaccini. “Parliamo di un settore strategico, ci aspettiamo quello che riteniamo ci sia dovuto, perché non è nell’interesse di Bologna e dell’Emilia-Romagna, è nell’interesse dell’Italia”, sostiene il governatore. “Voglio essere fiducioso, se c’è bisogno batteremo i pugni sul tavolo, ma presumo che troveremo al più presto una soluzione”, assicura Bonaccini, che stasera incontrerà il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e quello di Rimini, Andrea Gnassi, per far avanzare il progetto di integrazione tra in quartieri delle due città. “Abbiamo alcune tra le fiere principali a livello nazionale ed europeo. Il fatto che Rimini e Bologna vogliano stare insieme è musica per le orecchie della Regione che ha sempre chiesto ai quartieri di collaborare piuttosto che competere”, conclude. 

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