Bonaccini, “Con Casadei la Romagna nel mondo”: ricordo dei sindaci

“E’ veramente con grande tristezza che apprendo della scomparsa di Raoul Casadei. Con lui se ne va uno straordinario personaggio, un compositore che con grande professionalità ha portato in Italia e nel mondo un messaggio musicale profondamente radicato nella tradizione, legato all’allegria e alla voglia di vivere fino a diventare uno dei simboli, un ambasciatore della sua e nostra terra”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha commentato la scomparsa di Raoul Casadei, comunicata questa mattina. “Voglio esprimere il più sincero cordoglio ai suoi familiari, anche a nome dell’intera comunità emiliano-romagnola. Sono certo che il nostro Raoul continuerà a vivere nella sua musica, e noi non dimenticheremo colui che per noi sarà sempre il Re del liscio”.

Dolore per il consigliere regionale Massimo Bulbi: “Oggi perdiamo un grande musicista, giustamente chiamato maestro, che ha saputo far diventare il liscio una musica davvero popolare, ascoltata e ballata da tutti. Perdo però anche un grande amico e mi mancheranno sicuramente le belle chiacchierate con lui, anche di caccia. Mi unisco quindi al dolore della famiglia, una famiglia unita e calorosa che saprà sicuramente, insieme a Mirko, portare avanti la musica e il ricordo di Raoul per sempre. Ciao amico mio”.

Casadei viene ricordato anche dal sindaco di Rimini e presidente di Destinazione Romagna Andrea Gnassi. L’intervento di seguito. “Ci sono e ci saranno tanti modi per ricordare la figura di Raoul Casadei, ma a me piace pensare a quello che ci ha dato con la sua musica in una vita piena di cose: gioia e allegria. Il ballo, due persone strette in una casa o una piazza vuota o in mezzo a mille altre coppie, a fendere armonicamente l’aria a tempo di valzer o mazurka. Il liscio già esisteva ed era ed (è) parte di quello che siamo, a Rimini e in Romagna. Ma Raoul Casadei negli anni Settanta, con la sua contaminazione pop, lo ha fatto diventare patrimonio popolare di tutto il Paese. Da genere local a passione mainstream, con hit che scalano le classifiche dei dischi italiani più venduti. Non era un compromesso, come lamentavano i puristi del liscio, ma una evoluzione necessaria. E non era facile folklore. Ricordo come qualche anno fa Elio, in procinto di fare un disco con il gruppo romagnolo, motivò la scelta con l’eccezionale capacità di Raoul e della sua ensemble di fare e eseguire ogni tipo di musica. Era vero. Proprio così. Proseguiva la grande tradizione del liscio, in cui si miscelavano nelle aie e nelle piazze dei nostri paesi, i valzer viennesi con il ritmo vorticoso, quasi ‘americano’, di chi per un attimo almeno voleva lasciarsi alle spalle povertà e dolore, magari stringendosi o cantando in un attimo di leggerezza. Raoul Casadei, con la sua storia italiana di musica che aveva ed ha dentro il cuore romagnolo, è stato quel sorriso che, quando dici Romagna, a chiunque viene spontaneo. Era una persona solida con al centro la famiglia, l’amore per la sua terra, la passione per il lavoro, la generosità che non risparmiava per la sua Romagna e per la nostra regione, donando e offrendo il suo talento. Raoul è stato anche l’unico capace di mettere quell’intelligenza manageriale e quello sguardo che trasformarono il liscio in un genere internazionale. Poteva fermarsi ai suoi successi ed era già tanto, ma non lo ha fatto. Negli ultimi 30 anni ha cercato il genere popolare perfetto, dal liscio alla musica solare, alle contaminazioni etniche e musicali che oggi grazie al figlio Mirko, consapevole che la musica che ci gira intorno è uno dei pochi linguaggi universali, unisce nell’allegria e nella commozione i popoli di tutto il mondo. Forse era la ricerca di una utopia, nel mondo delle frontiere, ma era comunque una ricerca che Raoul non ha mai interrotto. E oggi che non c’è più io, noi, i nostri genitori, i nostri nonni vogliamo idealmente ringraziarlo per quegli assalti al cuore che ogni tanto ci facevano stringere alla persona amata in una danza libera, spensierata, o in un sorriso. Mirko avrà la forza per continuare la grande tradizione, nell’innovazione che sta portando avanti. Alla sua famiglia un enorme abbraccio e la consapevolezza che la sua eredità culturale e umana sarà portata avanti come merita”. 

“Il covid si è portato via Raoul Casadei, un’icona della nostra generazione, un vero e proprio mito della tradizione e della cultura romagnole. Casadei vivrà sempre nel cuore di ognuno di noi, con la sua gioia, la sua allegria, la sua musica che ha fatto ballare e innamorare persone di ogni età. Sono vicina ai familiari e agli amici in questo triste momento”. Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

“Stamattina ci ha lasciati Raoul Casadei- spiega il sindaco di Cesena Enzo Lattuca – Era ricoverato da qualche giorno all’ospedale Bufalini, il covid non gli ha lasciato scampo, così come a tanti e troppi che amavano la sua musica.

Raul Casadei seguendo le orme di Secondo ha raccontato, cantato e fatto divertire un popolo e una terra. Se dovessi spiegare che cos’è la Romagna a chi non lo sa, partirei dalla sua storia o dai suoi versi.

I suoi figli, la sua orchestra e la sua musica continueranno a farci ballare”.

“Oggi è un giorno triste e doloroso per tutta la Romagna e per tutta Cesenatico – dice il sindaco Matteo Gozzoli – In questi giorni abbiamo sperato che le cose potessero migliorare ma purtroppo Raoul non ha vinto quest’ultima battaglia contro un virus subdolo e vigliacco. È un momento difficile ma voglio ricordare il Capodanno che abbiamo festeggiato insieme nel 2018 con anche la ricorrenza dei suoi 80 anni e dei 90 anni della sua orchestra. Ci fu grande festa anche per la Notte del Liscio del 2019. Raoul è stato e sempre sarà la colonna sonora vivente della Romagna, il nostro simbolo in Italia e nel mondo. Voglio esprimere la mia vicinanza alla moglie Pina, ai figli Carolina, Mirko e Mirna e a tutta la famiglia che sono certo porterà avanti la musica e l’arte che sono state di Raoul”

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