La frase è dell’assessore regionale al turismo Andrea Corsini, dedicata al Parco eolico proposto da una società privata al largo tra Bellaria e Cattolica: «Sono contrario a una foresta nel mare Adriatico». Un esempio per sollevare i dubbi su un impatto ambientale importante e ripercussioni negative sul turismo.
Ieri su Twitter lo stesso concetto è stato sottoposto al presidente regionale Stefano Bonaccini, citando proprio le parole di Corsini. «Quell’impianto è utile alla transizione energetica di cui abbiamo bisogno» è stato fatto notare a Bonaccini, invitato a portare al dibattito sul Parco eolico argomentazione «più serie».
La replica del governatore è stata lapidaria. «Ho l’impressione conosciate molto poco il progetto. E conosciate molto poco il territorio riminese».
È sempre difficile tradurre il pensiero degli altri, ma data la premessa e la risposta, appare logico pensare che Bonaccini considera fortemente impattanti le 59 pale eoliche (alte 130 metri) prevista al largo del mare Adriatico. Magari non si può parlare di bocciatura, ma di forti dubbi sì.

“Valutiamo l’impatto”


Ieri la questione Parco eolico è stata affrontata anche da Silvia Zamboni, consigliera regionale di Europa Verde e vice presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna. «L’Emilia Romagna deve puntare sullo sfruttamento delle fonti rinnovabili come sole e vento. Il passaggio alle energie rinnovabili, coinvolgendo le forze sociali ed economiche in un serio processo di transizione energetica verso la carbon neutrality, non è più rinviabile. Per questo ci preoccupano le affermazioni di esponenti della giunta Bonaccini che hanno attaccato il progetto di Parco eolico che la Wind Energy vorrebbe realizzare al largo delle coste riminesi. Mentre ribadiamo la necessità che tale progetto sia sottoposto a una rigorosa valutazione di impatto ambientale, non comprendiamo questa bocciatura preventiva prima ancora che sia stato presentato lo studio di impatto ambientale sull’opera».

Imitiamo l’Europa


«Più Europa Rimini è favorevole a tutte le politiche che vanno verso la transizione energetica» fa sapere il coordinatore William Ottaviano.
E aggiunge. «Gli investimenti green devono essere il volano per il rilancio delle economie europee. Quindi ben venga una proposta che potrebbe portare la produzione di energia rinnovabile al 50% del fabbisogno provinciale, ma chiediamo che si osservi lo sviluppo potenziale che l’opera consentirebbe sul territorio in maniera diretta. Non è dignitoso ridurre il dibattito a un sì incondizionato contro i no di coloro che in maniera semplicistica, esauriscono la questione con una mera motivazione estetica. Come espresso nel progetto, le linee guida e i criteri ambientali utilizzati sono quelli di altri paesi, che al contrario dell’Italia, hanno avuto la serietà e la prontezza nel recepire e convertire in legge la direttiva comunitaria».

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1 commento

  1. Son talmente distanti che da terra non si vedrebbero nemmeno, allora via a nuove piattaforme per il gas! Non va mai bene nulla, ok, tutti a pedalare per produrre energia con la dinamo, hahaha, comtenti?

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