Bonaccini: “Alta velocità in Romagna? A Rimini c’è già”

 I dubbi su una nuova stazione dell’Alta velocità in Romagna. La necessità di realizzare una “holding regionale con controllo pubblico” per il tpl, “come per le fiere che vorremmo irrobustire e aggregare”, perché serve “una dimensione muscolare per competere”. Il “cambio di passo” di Anas. Sono alcuni degli spunti che offre l’intervento del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini questa mattina al convegno “Pnrr: infrastrutture e mobilità sostenibile”, organizzato dalla Fit-Cisl a Riccione, in provincia di Rimini. Dunque realizzare una stazione dell’Alta velocità in Romagna, un’altra Mediopadana, come vorrebbe Confidustria, non pare essere nei progetti della Regione.

“Se ne facciamo una in ogni città non è più Alta velocità e a Rimini c’è già”, sottolinea il presidente. E se il Pnrr è “una grande occasione”, occorre “evitare di usarla per fare progetti per vincere le elezioni di domani”. Per la tratta Bologna-Rimini-Bari-Lecce c’è un investimento da 140 milioni di euro per velocizzarla, aggiunge sottolineando l’importanza di agire sui collegamenti con Ravenna e il suo porto. “Dovrebbe essere il governo- chiosa- a dare forti incentivi per chi rinuncia al mezzo privato per spostarsi. Tra “pochi mesi”, inoltre, ci sarà il progetto per la metropolitana di superficie sulla costa, conferma Bonaccini, integrato tra treni regionali e Metromare, e finanziato con fondi regionali e risorse Pnrr. 

 Di certo a preoccupare per la realizzazione dei progetti sono “burocrazia e Codice degli appalti. Con l’autonomia non chiediamo più risorse, ma che le autorizzazioni passino da Regioni e Comuni”. In Anas, conclude, “vedo un cambio di passo in questi mesi, ma nel passato non si è fatto bene. Questo Paese deve pretendere che chi ha responsabilità e non è in grado vada a casa. Non ci possiamo permettere ritardi, se lavoriamo insieme possiamo fare bene”.

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