Bonaccini a Santa Sofia: “Vicini al traguardo dei 3 milioni e mezzo di vaccini”

Uno spoke vaccinale allestito all’interno dello storico teatro cittadino, il Mentore, riplasmato dall’architetto Gae Aulenti. E un ospedale, il “Porzia Nefetti”, che ha visto di recente la ristrutturazione del Punto di Primo intervento e del Centro dialisi ad Assistenza Limitata.

È iniziato da queste realtà, stamattina, il piccolo “tour” romagnolo del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a Santa Sofia, comune nell’Appennino forlivese, per proseguire poi con la visita alla scultura “Cono tronco” di Arnaldo Pomodoro, recentemente installata nel Parco fluviale di sculture sulle rive del Bidente, fino all’inaugurazione della sala Milleluci, spazio storico per la comunità locale, costruito nel secondo dopoguerra e chiuso da decenni, alla presenza di amministratori, istituzioni e cittadini. Riqualificazione a cui ha contribuito anche la Regione Emilia-Romagna.

Ad accompagnare il presidente il sindaco, Daniele Valbonesi; per l’Ausl Romagna Paolo Masperi, direttore del presidio ospedaliero di Forlì e Santa Sofia, e Andrea Galeotti, responsabile del servizio infermieristico di Forlì.

“Siamo vicini al traguardo di 3 milioni e mezzo di somministrazioni di vaccino anti-Covid, in anticipo rispetto al termine di fine giugno che ci eravamo dati, con oltre 2,2 milioni di emiliano-romagnoli che hanno ricevuto la prima dose, fra le più alte percentuali di copertura nel Paese per gli over60 e mezzo milione di persone con già la data fissata: sono questi i numeri della campagna vaccinale in Emilia-Romagna- sottolinea Bonaccini-. Numeri che ci rendono orgogliosi, che ci fanno ben sperare e guardare con fiducia al futuro, pur nella consapevolezza che non dobbiamo abbassare la guardia. Entro l’estate tutti gli emiliano-romagnoli che lo vorranno saranno vaccinati. E questo sarà possibile anche grazie all’encomiabile lavoro di squadra che si sta facendo su tutto il territorio, e che permette il funzionamento a pieno ritmo tanto degli Hub vaccinali quanto dei centri di piccole e medie dimensioni. Ne è un esempio quello che vediamo qui, oggi, a Santa Sofia. Di tutto ciò, non mi stancherò mai di ringraziare i sindaci e le Amministrazioni comunali, con cui operiamo in stretto contatto, le Ausl, tutti gli operatori sanitari, i medici di medicina generale e i farmacisti, così come è importante ciò che si sta facendo negli hub aziendali. Vanno poi sottolineati gli interventi all’Ospedale Nefetti: investire nella sanità pubblica, nei servizi territoriali, in particolare nelle aree Appenniniche, è per noi una priorità. Così com è fondamentale restituire alla comunità locale uno spazio come il Milleluci e puntare sulla valorizzazione del territorio: il Parco fluviale di sculture, con adesso anche l’opera di Pomodoro, è uno splendido esempio di ciò che si può fare”.

“La vicinanza della Regione Emilia-Romagna e del presidente Bonaccini è di grande importanza per il nostro territorio- sottolinea Valbonesi-, sia per la nostra collocazione, aree interne e montane, sia per il contesto sanitario che stiamo attraversando. La visita in luoghi diversi, dallo ‘spoke vaccini’ all’ospedale Nefetti, ha un significato che li unisce: uscire dal Covid e da una tremenda emergenza sanitaria, sociale ed economica, attraverso servizi sanitari efficienti, frutto della collaborazione della Regione, dell’Ausl Romagna e del Comune di Santa Sofia. E anche il ritorno della sala Milleluci alla disponibilità dei cittadini- conclude il sindaco-, dopo oltre tre decenni di chiusura, è un segnale di speranza”. 

“Il presidio ospedaliero di Santa Sofia è costituito da un’area di degenza di 12 posti letto per la lungodegenza, 12 per la medicina interna e 6 per la dialisi e da un’area ambulatoriale che prevede varie specialità- ha spiegato, nel corso della visita Masperi-. In questa sede troviamo anche un Centro antidiabetico, un Centro prelievi, il servizio di Radiologia, la Pediatria di comunità e un’area di riabilitazione funzionale. Inoltre, sono stati recentemente ristrutturati il Punto di Primo Intervento e il Centro dialisi ad Assistenza Limitata. Una realtà, quella del ‘Nefetti’- ha concluso il direttore del presidio- preziosa per l’intera comunità”.

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