Bomba al cimitero di Riccione: arrivano gli artificieri

Riesumato cadavere, spunta la bomba nel cimitero di via Udine. «Si tratta di un “proietto” risalente presumibilmente alla Seconda guerra mondiale e lungo 40 centimetri», spiega il Comandante Achille Zechini, alla guida del Corpo intercomunale di Polizia locale di Riccione, Coriano, Misano e Bellaria.

Il ritrovamento

Nel dettaglio l’ordigno bellico è riemerso mercoledì, durante lo scavo condotto per una riesumazione, un’operazione di routine, per collocare nell’ossario i resti di un defunto sepolto nel cimitero nuovo, è stata interrotta da un inatteso colpo di scena, che ha spinto il personale incaricato ad allertare subito i carabinieri. «In passato erano già tornate alla luce altre bombe inesplose, anche se nessuno ricorda con precisione le date», fa sapere Zechini. Intanto gli agenti della Polizia Locale di Riccione hanno delimitato un’area «di circa 40-50 metri quadrati» di proprietà del Comune, in modo da impedire a chiunque l’accesso, considerato che il punto può costituire un potenziale pericolo per l’incolumità pubblica, derivante dall’asportazione del residuato, o da incauti avvicinamenti. Sarà la ditta Geat, che gestisce per conto del Comune i servizi funerari, a mantenere la zona del ritrovamento costantemente chiusa, impedendo, finché non saranno concluse le operazioni di bonifica ed eliminati i potenziali pericoli.

Gli artificieri

Nessuna comunicazione invece sulla data per la rimozione dell’ordigno che vedrà la discesa in campo degli artificieri di Bologna. Come rimarca il comandante, «l’operazione è di competenza della Prefettura che affiderà l’intervento all’esercito». Intanto non sarà necessario eseguire sopralluoghi ricognitivi nei fabbricati della zona, «né tantomeno evacuare i residenti dei dintorni». Quanto al residuo bellico potrebbe trattarsi «di una bomba sganciata durante un bombardamento a tappeto o di un colpo esploso da un cannone». Nell’attesa delle operazioni di bonifica, Zechini precisa che non è il caso di andare a curiosare: «Resta il margine di rischio, anche se l’area è isolata, come di consueto, oltre il limite stabilito per la sicurezza».

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