Bologna, retrospettiva sul regista Péter Forgács

“Hidden Histories. The Found Footage Films of Péter Forgács” è il titolo della retrospettiva dedicata proprio al regista ungherese Forgács in occasione della XIV° edizione di Archivio Aperto, con il sostegno del Comune di Bologna, della Regione Emilia-Romagna e del MiC.L’iniziativa prevede la messa a disposizione gratuitamente online, fino al 27 ottobre, su mymovies.it di tutti i suoi film, e due appuntamenti speciali alla presenza del regista, a Bologna lunedì 11 e martedì 12 ottobre, con proiezioni in anteprima e un workshop in presenza, fruibile anche online. Un’occasione unica per conoscere l’opera del regista, noto soprattutto per i suoi film e installazioni spesso basati su film amatoriali, che documentano vite ordinarie sconvolte dai traumi storici, dalle guerre alla Shoah ai regimi autoritari.

La XIV edizione di Archivio Aperto, il festival di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna dedicato alla riscoperta del patrimonio cinematografico privato e inedito d’archivio che vede protagonisti film amatoriali, indipendenti, sperimentali e documentari su pellicola in formato ridotto, continua con la sua programmazione ibrida, in presenza e online. Opere di Forgács, insignito in Olanda del prestigioso Premio Erasmus per il suo contributo alla cultura europea, sono esposte nelle collezioni del MoMA (New York), del Centre Pompidou (Parigi) e del Getty Museum di Los Angeles. Le sue installazioni video sono state esposte a MCNY (NY), The Getty (LA), The EYE (Amsterdam), Bozar (Bruxelles) e al Louvre (Parigi). Nel 2009 ha rappresentato l’Ungheria (Col Tempo) alla Biennale di Venezia.

Il programma

Lunedì 11 ottobre alle 21 l’Auditorium DamsLab (Piazzetta P. P. Pasolini, 5/b) ospiterà in anteprima assoluta italiana, alla presenza del regista, gli ultimi due film della serie Private Hungary, opera in progress iniziata nel 1988, oggi giunta al ventesimo episodio: Kemény György (2017), sull’appassionante figura dell’artista pop, ennesimo protagonista di un secolo che si riflette sul presente portandosi dietro storie di guerra e di avanguardia sotto il regime comunista e Venom – A Diva in Exile (2018), che attraverso un racconto e la voce della scrittrice Zsófia Bán rievoca la vicenda della cantante e star del cinema ungherese Katalin Karády, finita in rovina durante la guerra e poi costretta ad abbandonare le scene e scappare in Brasile durante il regime comunista, dopo avere aiutato gli ebrei ed essere accusata di essere una spia degli alleati.

Martedì 12 ottobre alle ore 15.30 all’Istituto Parri (via Sant’Isaia, 18) il regista condurrà un workshop in presenza, fruibile anche online. L’occasione per approfondire il trentennale lavoro artistico di ri-contestualizzazione di materiali filmici privati per i suoi film e installazioni, e il percorso che conduce una storia privata a diventare patrimonio pubblico e collettivo, rendendo il regista un antropologo e uno storico. I posti sono limitati per cui è obbligatoria la prenotazione (su eventbrite dal sito www.archivioaperto.it ). /RED

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