Bologna, il libro d’artista “1” di Mattia Pajè all’Alchemilla

Lunedì 20 giugno 2022 alle ore 20, all’Alchemilla di Bologna, nell’ambito della mostra Fuori Terra, Alchemilla presenta in anteprima “1″, il nuovo libro d’artista di di Mattia Pajè, edito Viaindustriae. A seguire, l’artista sarà protagonista di un dj-set di 60 minuti. Il pubblico potrà visitare la mostra a partire dalle ore 19. “1″ è un manuale d’artista che contiene una serie di istruzioni per l’utilizzo di tecniche paranormali legate alla cura e allo sviluppo personale, sperimentate dall’artista nel corso della sua ricerca. Nel volume, si fondono con appunti e componimenti poetici, accompagnati da illustrazioni e tavole grafiche realizzate e selezionate attraverso una rielaborazione iconologica, svolta mediante lo studio di manuali pseudoscientifici e blog indipendenti. La pubblicazione contiene inoltre sei contributi testuali che ragionano sull’idea di verità, affrontando il tema dalle diverse angolature degli autori/ricercatori: Flavia Monceri, filosofo politico; Stella Succi, storica dell’arte; Giovanni Rendina, curatore d’arte; Bruno Paura, ecologo vegetale; Mariagrazia Ciacciacounselor e insegnante Hatha Yoga; Simone Romagnoli, pedagogista e informatico; Settimo Catalano, psicoterapeuta. Il progetto editoriale è stato realizzato grazie al supporto di Fondazione del Monte, e alla collaborazione di Art City Bologna, MAMbo – Museo d’Arte Moderan di Bologna, Arte Fiera, Associazione BOCA e Gelateria sogni di ghiaccio. La pubblicazione è stata curata e coordinata da Giovanni Rendina. Il progetto grafico è di Marco Casella.

A partire dall’orario del tramonto del sole, alle ore 21.03, in una delle sale del palazzo, Mattia Pajè eseguirà un dj set DIY di 60 minuti, nel quale influssi dark psytrance, psycore e hi-tech si uniscono a frequenze curative e jingle televisivi evitando parabole ascendenti o discendenti. La mostra Fuori Terra è un gruppo scultoreo composto da figure umanoidi immerse in un ambiente installativo. Le sculture, modellate in resina bicomponente, sono organizzate in modo da formare diversi elementi aneddotici, leggibili come una cosmogonia creata dall’artista a partire da due alfabeti visivil’estetica new age e quella della televisione commerciale. Lo spazio nel quale sono installate è punteggiato da objet-trouvé, selezionati e dislocati dall’artista a seguito delle sue sperimentazioni su prodotti coinvolti nelle pratiche spirituali e pseudoscientifiche e di una serie di visite agli archivi televisivi che conservano allestimenti e scenografie. L’ambiente in cui gli oggetti sono inseriti è raccordato tramite l’utilizzo di argilla cruda che, applicata come isola di sostegno, permette ai nuclei scultorei di emergere da uno stesso indistinto strato grigio.

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