BOLOGNA. Dal 12 marzo al 28 giugno 2020 Palazzo Fava a Bologna ospita la mostra “La riscoperta di un capolavoro”, che riporta a Bologna a 300 anni dalla dispersione le 16 tavole originali del Polittico Griffoni, la celeberrima pala d’altare di Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti per la Basilica di San Petronio di Bologna nel 1470, smembrata poi nel corso del Settecento ed oggi ricomposta a Bologna. Per promuoverla nasce la collaborazione tra Genus Bononiae e lo youtuber bolognese Luis Sal, famoso in tutta Italia (oltre 1 milione di follower su Instagram), con lo scopo avvicinare anche il pubblico più giovane a questa mostra e alla storia che racconta, definita da Lonely Planet una “spy story degna di un romanzo di Dan Brown”. Il video di Luis Sal ha registrato oltre 100mila visualizzazioni sui diversi social (YouTube, Instagram, Facebook) in meno di 24 ore.

Appassionante è la vicenda di questo capolavoro ritrovato: frutto della prima collaborazione tra Del Cossa e De’ Roberti, straordinario sodalizio artistico del secondo Quattrocento italiano, la pala commissionata dal mercante bolognese Floriano Griffoni per la cappella di famiglia in San Petronio venne nel 1725 smembrata per ordine di Monsignor Pompeo Aldrovandi, con le singole parti destinate ad abbellire le dimore di campagna della famiglia.

Nel corso dell’Ottocento i dipinti entrarono nel giro del collezionismo mercato antiquario e del collezionismo giungendo infine a 9 musei, oltre la metà dei quali fuori dai confini nazionali, che oggi custodiscono le opere. La memoria del Polittico rimase però salda nel corso dei secoli: fu Roberto Longhi nel 1934 ad immaginarne, nella sua Officina Ferrarese, l’impianto monumentale, vicino per struttura ai grandi polittici Quattrocenteschi. Il ritrovamento, negli anni Ottanta, di uno schizzo del Polittico allegato ad una corrispondenza con Monsignor Pompeo Aldrovandi, fornì la prova documentaria dell’esattezza sostanziale dell’ipotesi di Longhi.  

Diventa dunque oggi realtà la poderosa impresa di riunire il Polittico, resa possibile grazie agli straordinari prestiti concessi dai 9 musei oggi possessori delle singole opere: National Gallery di Londra, Pinacoteca di Brera di Milano, Louvre di Parigi, National Gallery of Art di Washington, Collezione Cagnola di Gazzada (Va), Musei Vaticani, Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Museum Boijmans Van Beuningen  di Rotterdam, Collezione Vittorio Cini di Venezia.

Il Piano Nobile di Palazzo Fava ospiterà “Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna”, a cura di Mauro Natale e Cecilia Cavalca: i visitatori potranno ammirare le singole parti del Polittico, provenienti dai 9 musei prestatori. Accanto ad esse in mostra la ricostruzione – una vera e propria ri-materializzazione – del Polittico Griffoni operata da Adam Lowe, fondatore di Factum Foundation, che dai primi anni Duemila si dedica alla registrazione e scansione delle opere d’arte del passato grazie a sofisticate tecnologie in 3D, e alla produzione di loro copie esatte.

L’esposizione al secondo piano, “La Materialità dell’Aura. Nuove Tecnologie per la Tutela” a cura di Adam Lowe, Guendalina Damone e il team di Factum Foundation e progettata da Charlotte Skene Catling, offrirà al pubblico una panoramica delle tecnologie più avanzate per la tutela e la condivisione del patrimonio culturale, a partire dalla ri-materializzazione del Polittico Griffoni fino alla ricostruzione di opere e documenti andati perduti.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 28 giugno 2020.

Link YouTube al video di Luis Sal per il Polittico Griffoni: 
https://www.youtube.com/watch?v=89iYtn6n_eU&t=48s








Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *