Bob a 4, Bilotti a caccia della sua seconda Olimpiade

Obiettivo Pechino. Lorenzo Bilotti, lughese, ex velocista di ottimo livello (ha partecipato anche a un Golden Gala fianco a fianco con Usain Bolt), è a un passo dalla sua seconda partecipazione olimpica ma non nell’atletica, che è stato il suo amore per tutta la prima parte di carriera, bensì nel Bob a 4, specialità che lo ha visto impegnato negli ultimi cinque anni con già una partecipazione olimpica alle spalle, a PyeongChang quattro anni fa.

Bilotti è a Innsbruck dove oggi e domani disputerà con l’equipaggio guidato da Patrick Baumgartner, due gare di Coppa Europa, manifestazione che rientra fra quelle che assegnano il punteggio per la qualificazione olimpica. Fino al 16 gennaio ci sarà tempo per rientrare fra gli equipaggi qualificati per le Olimpiadi e con due buoni risultati in questa gara, non particolarmente frequentata, l’Italia dovrebbe ottenere il pass a Cinque Cerchi.

«Il condizionale è d’obbligo perchè i risultati sono ancora da ottenere – commenta Bilotti – e perché di questi tempi può davvero succedere di tutto, anche se tutti noi siamo vaccinati con tre dosi. Ogni giorno c’è notizia di uno o più contagi nelle varie squadre e davvero bisogna farsi il segno della croce perché un inghippo del genere in questa fase sarebbe deleterio».

Lo “spingitore” lughese arriva da una stagione positiva, nella quale tutto, in casa Italia, è stato fatto in funzione della qualificazione ai Giochi di Pechino. «Avevamo come obiettivo di qualificare due equipaggi sia nel Bob a 2 che nel Bob a 4 ma qualche problema per Variola ha escluso quasi subito la possibilità di portare due squadre nel doppio e dunque ci siamo concentrati sul Bob a 4, cambiando squadra in funzione dei vari impegni. Io, dopo due gare, mi sono trovato in equipaggio con Baumgartner, guidatore, Fantazzini e Verginer e ci siamo tolti anche qualche bella soddisfazione, con un decimo posto in Coppa del Mondo e altri piazzamenti a ridosso dei 15. Purtroppo un problema di preparazione dei pattini ci è costato caro a Winterberg dove non siamo riusciti ad entrare fra i primi 20 e queste gare di Coppa Europa a Innsbruck, se riusciremo a ottenere buoni risultati, ci serviranno proprio per scartare le due prestazioni non all’altezza in Germania. Ci sarà comunque un’altra possibilità nel fine settimana prossimo con le due gare che concludono la Coppa del Mondo a St. Moritz. Sono fiducioso ma anche scaramantico, quindi incrocio le dita e spero fortemente di andare a disputare la mia seconda Olimpiade».

A Bilotti non basta più solo partecipare ai Giochi. «A PyeongChang andammo con l’intento di limitare i danni, conoscevamo i nostri limiti. A Pechino mi piacerebbe lasciare il segno, puntare alla top ten. Bisogna dire che il livello si è alzato tantissimo nell’ultima stagione. Con i distacchi di oggi lo scorso anno saremmo stati attorno alla settima posizione, ora magari ti ritrovi 15°. In tutto questo ci troviamo in una fase storica in cui c’è un grande dominatore che è il tedesco Francesco Friedrich. La notizia di questa stagione è che la settimana scorsa ha perso una gara a Sigulda che è una pista un po’ strana, in Lettonia».

Pista un po’ strana sarà anche quella cinese di Pechino. «Sarà un terno al lotto per tanti – conclude Bilotti – quasi tutti gli equipaggi non la conoscono e dunque può vincere chi riuscirà a interpretarla al meglio un po’ al buio. Gli errori saranno dietro l’angolo e magari anche le grandi rimonte da una manche all’altra. Per noi che siamo outsider può essere anche un vantaggio questo perché indovinare la manche giusta potrebbe portarti molto in alto. I racconti che ci hanno fatto i nostri compagni che sono stati là per uno stage di tre settimane, parlano di una pista particolare da interpretare, tutt’altro che facile, con qualche insidioso tranello. Se ci saremo proveremo a recitare anche il ruolo dei protagonisti».

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