Biografilm festival, maratona per il regista ravennate Ancarani

Come tutte le cose c’è un punto di partenza e una conclusione. Ma lo sguardo poetico dell’artista, che è a contatto con l’invisibile, accade che arrivi a sovvertire le coordinate spazio-temporali, la logica del prima e il dopo. È quello che capita con il lavoro autoriale di Yuri Ancarani, l’artista ravennate che ormai da un decennio si muove tra i campi e le frontiere della videoarte e del cinema, con traiettorie molto personali che lo hanno portato a presentare i propri lavori in contesti performativi e museali anche internazionali, e che con il suo secondo lungometraggio Atlantide ha partecipato lo scorso anno con successo alla 78ª Mostra internazionale del cinema di Venezia.

Ora il Biografilm festival di Bologna (al via oggi nella città capoluogo) gli dedica un intero programma, con la riproposizione di tutti i suoi lavori “cinematografici” realizzati nell’arco di un decennio. Una Maratona Ancarani che prenderà il via domani sera (ore 22 cinema Lumière) con la proiezione di Atlantide e si concluderà lunedì 13 giugno con un programma di cortometraggi che andrà a chiudersi con Il capo (2010).

«Mi sono accorto che la mia ricerca di questi ultimi dieci anni, incentrata soprattutto sul comportamento maschile, va guardata come una serie di episodi dove la prima puntata è l’ultima che ho realizzato, ovvero il film Atlantide – spiega Ancarani –. La maratona si sviluppa da questa mia osservazione. Andando a ritroso, si vedranno dal primo all’ultimo dei miei lavori».

Dopo la proiezione di Atlantide – il film girato a Venezia che racconta la vita degli adolescenti lagunari e le loro folli corse con i barchini – domenica pomeriggio si potranno vedere alcuni cortometraggi (Whipping zombie e Séance) e in serata l’altro lungometraggio realizzato prima di Atlantide, ovvero The challenge (2016): frutto di tre anni di osservazione in Qatar a contatto con i falconieri e le loro competizioni, è una indagine artistica intorno a un passatempo diffuso in Occidente sin dai tempi del Medioevo.

Lunedì sera (ore 22) oltre ai corti San Vittore (in apertura di programma) e San Siro, si potranno vedere i tre primi cortometraggi realizzati da Ancarani tra il 2010 e il 2012, che insieme formano una trilogia (La malattia del ferro) dedicata al rapporto uomo-macchina: Da Vinci, sorta di 2001 Odissea nel corpo umano, straordinario lavoro intorno a un’operazione chirurgica robotica; Piattaforma Luna, viaggio nelle profondità marine dove sei sommozzatori sono coinvolti in un lavoro in condizioni estreme; e infine Il capo, girato nelle cave di marmo di Carrara, dove uomini e macchine scavano la montagna “orchestrati” dal loro capo.

La Maratona Ancarani è un’occasione unica riservata al pubblico del Biografilm festival, concepita con l’intenzione di fare «vivere un’esperienza di visione». Un concetto artistico, di arte performativa, che è del resto anche alla base del cinema autoriale di Ancarani. Sarà un po’ come assistere a una serie tutto d’un fiato.

Per il programma del “Biografilm festival”: www.biografilm.it

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