Biografie: l’Angelo Mariani di Andrea Maramotti

Nell’anno dantesco, rischiava di passare inosservato il bicentenario della nascita di Angelo Mariani (Ravenna, 1821 – Genova, 1873), musicista ravennate dell’Ottocento, il primo direttore d’orchestra “moderno” legato per anni da una forte amicizia con Verdi. A ripercorrerne la figura è Andrea Maramotti, autore di un volume edito dalla casa editrice Longo dal titolo Angelo Mariani. Un grande musicista dell’Ottocento.

Un’opera ampia e molto documentata. Come ha proceduto nella concezione del libro?

«Ho lavorato su manoscritti e fondi antichi di diverse biblioteche e archivi, e cercato di tenere costantemente la narrazione ancorata a dati verificati. Come sempre accade, e con Mariani frequentemente, molte erano le notizie sbagliate e tramandate. Ho poi articolato il lavoro in sette capitoli, che ripercorrono la vita e carriera musicale di Mariani. Le conclusioni e un ampio corredo fotografico completano il volume».

Si nota subito un apparato documentario vasto ricostruito con particolare cura scientifica; si immagina un lungo lavoro di ricerca. Le immagini sono belle, numerose, e molte inedite.

«La ricerca è stata compiuta in sedi diverse, e durata anni. Ho poi effettuato ricerche online, a iniziare dall’Archivio storico Ricordi: fonti preziose, che rendono accessibile gran mole di documenti. Il corredo fotografico comprende anche immagini provenienti da raccolte private».

Dal suo curriculum si ricava che Mariani ha rappresentato una sua linea di ricerca da molto tempo.

«Sì; anche se solo negli ultimi anni ho pensato a una biografia completa. Precedentemente mi ero occupato di Mariani a intervalli più o meno regolari, ogni volta constatando che lo scavo era sempre più ampio. Mariani è stato una grande figura dell’Ottocento musicale, non solo italiano. Iniziai giovane con la presentazione di un volumetto che raccoglieva documenti tra cui la sua autobiografia per Ricordi. In quella circostanza pensai che la ricerca fatta avesse in buona sostanza già detto… Tipico esempio di presunzione giovanile».

Compaiono subito nei ringraziamenti le numerose istituzioni con cui ha lavorato.

«A iniziare dalla Biblioteca Classense, che possiede i fondi maggiori. Poi nelle città di Genova, Bologna, Pesaro, Milano (Museo della Scala), per citare le imprescindibili, ma certo non le sole, che possiedono i documenti fondamentali e più importanti».

Veniamo alla figura: Angelo Mariani in sintesi, con attenzione al lettore non specializzato.

«Il primo vero direttore d’orchestra in senso moderno in Italia, grande interprete del repertorio verdiano, carismatico e “principe” delle orchestre (come fu definito), legato da stretta amicizia con Verdi per una quindicina di anni, il primo a dirigere in Italia opere di Wagner. Un musicista di primati».

Leggiamo che fu anche compositore.

«Sì, soprattutto nell’ambito della musica sacra e della romanza da camera. Ma scrisse anche per orchestra e musica strumentale cameristica».

Riassumendo. Il suo libro è dedicato interamente a Mariani, a partire dal titolo, e si candida a essere quello del bicentenario. Si può dire?

«Sicuramente il nome di Mariani non ha bisogno di essere associato ad altri per acquistare maggior significato, anche se l’accostamento a Verdi è legittimo. Quanto alla seconda… non posso che augurarmelo. La bella postfazione di Piero Mioli mi pare vada in questa direzione e Piero è fonte autorevolissima. Vedremo».

Di gradevole lettura e chiarissima la postfazione di Mioli, anche per un “profano”. Poi ci sono le edizioni Longo, e la bella veste editoriale con cui il lavoro si presenta.

«Ho subito pensato alla casa editrice Longo. Una coincidenza che voglio ricordare: una importantissima figura, un autore, un editore, tutti ravennati».

Mariani e VerdiUna lunga storia di note e amicizia

Sull’amicizia tra Angelo Mariani e Giuseppe Verdi abbiamo chiesto ad Andrea Maramotti qualche dettaglio in più.

S’intrecciano alla vita privata i legami artistici con Verdi e la famosa cantante Teresa Stolz, che viene spesso indicata come la causa del dissidio tra i due musicisti, la cui amicizia si ruppe.

«A questi temi – risponde l’autore – ho dedicato i rispettivi capitoli, cercando di fare chiarezza e di ricostruire sempre in base ai documenti. La rottura con Verdi ha motivazioni più complesse, anche se non si può escludere che la vicenda della Stolz abbia esercitato il suo peso. Il rapporto con Verdi fu importante; poi Verdi decise di porre fine all’amicizia con Mariani, che ne fu profondamente ferito. Ma il grande compositore continuò a considerarlo il primo tra i direttori italiani, anche dopo la rottura. E sappiamo che non era facile che un direttore andasse bene a Verdi».

È stato stimolato anche dalla volontà di intervenire su una valutazione, un giudizio di Mariani come uomo, presente in varie fonti, a suo parere non corrispondente.

«Sì. Trovo ingiusto che si sia data un’immagine di Mariani come persona che non trova assolutamente riscontri in un’analisi storica seria. Penso che questa “storiografia” sbagliata discenda dal giudizio espresso da Verdi, poi ripreso e spesso liberamente interpretato nei decenni successivi. Verdi ritenne Mariani responsabile del fallimento della “Messa” collettiva da lui pensata per commemorare Rossini; e infine ruppe il rapporto quando Mariani rifiutò di dirigere la prima di “Aida” al Cairo. Per la “Messa” l’accusa fu assolutamente ingiusta. Per “Aida” la questione era più complicata. E comunque Mariani aveva buone ragioni per declinare una trasferta in Egitto: era seriamente malato».

Da una veloce ricognizione si evince che su Mariani ci sono articoli di giornale, brevi contributi, commemorazioni, ma non un libro vero e proprio, a lui interamente dedicato. Dunque il suo sarebbe il primo. È così?

«Vero quanto dice su articoli, pubblicazioni brevi eccetera; un libro valido è quello di Tancredi Mantovani, scritto in occasione del centenario, un secolo fa. Altre pubblicazioni sono importanti, ma considerano aspetti particolari, settoriali, o rapporti epistolari di Mariani da cui si ricavano solo alcuni “segmenti” della sua vita. Spesso il nome di Mariani è stato associato, anche nei titoli, a Verdi, alla Stolz, o a Wagner». G.R.

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