Biennale Lugo, espositori delusi: “Ci vuole molto di più”

Una Fiera portata avanti con non troppa fierezza. È un po’ la sintesi di quelli che sono stati i nove giorni della XXVIII edizione della Fiera Biennale della Bassa Romagna e di quelle che sono e saranno le polemiche. Terminata l’esposizione è ora di fare dei bilanci e capire se le iniziali anomalie e divergenze sono poi state corrette oppure si siano addirittura aggravate. A farlo, questa volta, è giusto che siano espositori e pubblico intervenuto, per i quali la risicata partecipazione viene sottolineata reciprocamente come il grande vulnus. Molti spazi vuoti e altrettanti mal gestiti. Le aspettative, forse troppo alte per il periodo attuale, hanno aggravato il risultato finale, deludendo molti operatori.

Calo degli espositori

D’altronde gli espositori di quest’anno erano un’ottantina, meno della metà dell’ultima edizione. Ma non solo. Tra questi molti erano associazioni varie che – come hanno sottolineato anche tanti visitatori – in una campionaria non ti aspetteresti di trovare. Certo è che nell’ultima giornata, domenica, la maggiore affluenza di pubblico e la presenza di più spettacoli (in primis quello circense e il défilé di abiti da sposa) hanno reso vivace e interessante la piazza, come mai era accaduto durante la settimana. Che è poi l’impostazione che tutti gli espositori, nessuno escluso, avrebbero gradito e si aspettavano, soprattutto tra chi era al debutto.

«Siamo abbastanza soddisfatti – commentano i titolari di Cà La Sfera, il negozio da sposa all’interno del Pavaglione che oltre ad aver esposto ha organizzato la sfilata –. Abbiamo deciso di prendere uno spazio proprio di fronte al nostro negozio ed è stata la scelta giusta: ci ha permesso di conoscere nuovi potenziali clienti ed è stata una buona vetrina. Purtroppo pochi eventi, che forse hanno disincentivato il pubblico da fuori».

Già, perché molti espositori mostrandoci la sfilza di nominativi in agenda sottolineano come la stragrande maggioranza siano del Lughese. Pochi anche quelli provenienti dagli altri Comuni dell’Unione. «Ci aspettavamo più partecipazione, sia come espositori che come affluenza – spiegano da Nuova Alfa Infissi, azienda specializzata di Sant’Agata – però in molti si sono fermati a conoscere i nostri prodotti lasciandoci i loro contatti. Quindi per noi va già bene così».

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