“Bidentina, basta con le auto a velocità folle”: i residenti chiedono l’autovelox

Installazione degli autovelox fissi nei centri abitati per limitare la velocità delle auto che vi transitano, mettendo così in sicurezza gli attraversamenti pedonali e scongiurando il pericolo di incidenti mortali. È l’intervento da cui, secondo un gruppo di residenti della vallata del Bidente, si dovrebbe partire con urgenza per la messa in sicurezza della Sp4. «Da anni – spiegano – cerchiamo di portare all’attenzione di Comune, Provincia, Prefettura e Questura, il problema della sicurezza della Bidentina. Dal 2018 scriviamo lettere e raccogliamo firme perché le suddette amministrazioni prendano provvedimenti per tutelare la sicurezza dei centri abitati attraversati dalla Bidentina. Il 26 novembre si è tenuto a Civitella un convegno sulla messa in sicurezza e riqualificazione della Sp4 dove si è verificato il maggior numero di incidenti del comprensorio forlivese – ricordano i residenti –. Si è inoltre sottolineato che l’arteria serve distretti industriali e turistici di grande importanza con al centro lo stabilimento del Gruppo Amadori, la Cangialeoni Group oltre al Parco nazionale e la diga di Ridracoli dimenticandosi però di dire che questa dislocazione “privilegiata” produce anche un intenso traffico di mezzi pesanti che non rispettano i limiti di velocità, senza considerare le auto che attraversano i paesi a velocità folli rendendo quasi impossibile un sicuro attraversamento sulle strisce pedonali».
I residenti hanno proposte concrete:a loro dire non bastano i “velo ok”, in funzione solo in presenza degli agenti ma autovelox fissi nei centri abitati. «Ci è stato risposto che per ora non c’è stato alcun sinistro grave, ovvero non c’è stato il morto: eppure con l’incidente del 6 ottobre di due anni fa, quando un’auto è piombata su viale Roma a Civitella a velocità folle travolgendo una pensilina della fermata dell’autobus, recinzioni di condomini, panchine, bidoni stradali e pali della luce, la tragedia è stata evitata per puro miracolo. Ci sono stati proposti dall’amministrazione provinciale e dai vigili urbani dossi rallentatori e scarificazione della pavimentazione di vario tipo dimenticando che i frontalieri hanno diritto a sopravvivere al rumore causato dal passaggio continuo di mezzi pesanti. Abbiamo chiesto un’asfaltatura che assorbisse i rumori quindi installare dossi sarebbe un controsenso». In cima alla lista delle priorità per i cittadini ci sono gli attraversamenti pedonali dei centri densamente abitati: «su questo punto non abbiamo intenzione di mollare – affermano – nonostante il muro di gomma che abbiamo trovato rivolgendoci alle Amministrazioni. Ribadiamo che, se dovesse succedere il fatto “grave” che loro nominano, li riterremo responsabili non solo dal punto di vista morale e le varie raccomandate e raccolte di firme fatte dal 2018 lo testimonieranno. Invitiamo quindi a considerare come intervento da realizzare a breve termine l’installazione degli autovelox fissi nei centri abitati». Per quanto riguarda invece, le opere più strutturali, il gruppo di residenti si rivolgerà direttamente al Ministero nella speranza di far valere la propria voce: «chiediamo che in primis siano rivisti i progetti di circonvallazione dei vari centri abitati che sono stati accantonati, preferendo sposare la logica del profitto piuttosto che della sicurezza della popolazione. Abbiamo quindi intenzione, considerando la sordità delle varie amministrazioni, di rivolgerci direttamente al ministero delle Infrastrutture perché il problema della sicurezza nei nostri centri è fondamentale per la sopravvivenza degli stessi e siamo stanchi di ricevere solo promesse e alzate di spalle».

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