Bibbiano, rom e bordate a Di Maio: Salvini infiamma Cervia

In una piazza colma, Matteo Salvini arriva in bici alle 21:42 e si alzano gli smartphone. Quando il sottosegretario Jacopo Morrone lo annuncia gli altoparlanti fanno risuonare l’aria del Nessun dorma, col pavarottiano Vincerò. È il direttore del Tg2 Sangiuliano a iniziare l’intervista, e tutti lo acclamano. Qualcuno lo contesta, ma lui ferma il comizio e dice «c’è un comunista che mi dà del fascista, un abbraccione». Molti applaudono, qualcuno dei militanti si scaglia minaccioso verso i contestatori e si teme il parapiglia. Ma in brevissimo, in una ventina, vengono portati fuori dalla piazza dal servizio d’ordine.

Il ministro degli Interni parte coi cavalli di battaglia, dall’immigrazione alla contrapposizione con le Ong. Poi Gennaro Sangiuliano spiega che «alcuni giornaloni danno la Lega vicina ad un accordo per avere un commissario europeo» ma Salvini resta sui temi e assicura che «la priorità sono le politiche europee. Abbiamo bloccato la Bolkestein, vogliamo proseguire su questo piano. Sta cambiando l’Emilia Romagna e Bonaccini se ne accorgerà presto, col vostro aiuto cambieremo l’Europa». Poi giunge la domanda su Bibbiano, su cui Salvini prende l’impegno «di restituire ogni bambino alla propria famiglia. Ci sono case famiglia che lavorano bene, ma 50mila bambini prelevati sono tanti e mi chiedo perché nessuno di loro sia un Rom». Poi si scaglia contro le adozioni gay, fermo restando che «ognuno fa l’amore con chi vuole». Un attimo dopo dal pubblico lo interrompono nuovamente, ma è per chiedergli di «far cadere il governo». E lui dice che «il governo prosegue finché agisce. Se i no sono troppi…per esempio noi siamo vicini a Ravenna. In tutto il mondo festeggiano quando trovano il petrolio, qui blocchiamo le estrazioni». Sembra un messaggio ai 5 Stelle per rivedere il blocco alle prospezioni di idrocarburi deciso dalla maggioranza col dl Semplificazione, anche se a Ravenna si estrae solo metano. Poi ribadisce lo “zingaraccia” pronunciato nelle ore precedenti e strappa un’ulteriore ovazione, e quando il giornalista lo motteggia con «quanti rubli hai in tasca» lui gioca: «Pochi, li ha spesi mio figlio in pizzeria e sala giochi. Scherzi a parte, facciano politica lasciando stare i bambini, che mi arrabbio come una bestia».

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