Biagi che racconta Ferrari per avvicinarsi al Gp di Imola

Per avvicinarsi al Gran Premio di Imola del 18 aprile, anche un buon libro può aiutare, figuriamoci poi se appartiene alla storia dell’editoria sportiva. Un gigante del giornalismo italiano come Enzo Biagi a tu per tu con Enzo Ferrari, l’uomo che da una piccola fabbrica di Maranello ha costruito un simbolo del made in Italy. L’imminente Gran Premio in Romagna dà l’occasione di rispolverare una delle opere per eccellenza legate al nome di Ferrari, ovvero il libro “Ferrari, the drake. Storia di un instancabile sognatore” scritto nel lontano 1980 da Biagi (Rizzoli editore) e poi ristampato più recentemente da Bur nel 2018.

Biagi, emiliano come Ferrari, era un ammiratore della primissima ora del Drake, che amava definire «un capitano che si porta dietro un piccolo esercito» e lo intervistò più volte per la Rai fino a diventarne un caro amico. Impresa non esattamente facile, quella di entrare nelle grazie di un uomo come Ferrari, notoriamente spigoloso e dal carattere non facile.

Il libro “Ferrari, the drake. Storia di un instancabile sognatore” (prefazione di Luca di Montezemolo) è un riuscito percorso che parte dai primi passi pionieristici del fondatore della scuderia del Cavallino Rampante, raccontando le sfide, i dolori e i trionfi di un sognatore che fu un grande simbolo del coraggio e dello sport italiano.

Quello tra Biagi e Ferrari alla fine diventa un incontro di due personalità uniche, in cui il “cronista”, com’era sua abitudine, non si limita al racconto della vita dell’ingegnere, ma ricostruisce (intervistando il protagonista e le persone a lui vicine) la complessità umana di un uomo eccezionale: ambizioso ma schivo, ombroso e insieme sensibile. La biografia rievoca così un’intera epoca, popolandosi di tutti i più grandi campioni dell’automobilismo che l’hanno vissuta (da Lauda ad Ascari, da Fangio a Nuvolari, da Varzi e Surtees), con i racconti dei gran premi e dei campionati del mondo ai quali hanno partecipato le rosse di Maranello. Una storia bella e intensa, provinciale e allo stesso tempo mondiale, che rappresenta ancora il ritratto più profondo e completo di un imprenditore simbolo dell’Italia.

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