Bertinoro, Allegni: “Si potevano evitare le lacerazioni in giunta”

La vicenda del nuovo polo commerciale a Bertinoro ha lacerato i rapporti all’interno della giunta mettendo a rischio la tenuta della coalizione in vista della tornata elettorale, alla quale il Colle è chiamato tra settembre e ottobre. «È vero, a Bertinoro si è determinata una spaccatura e la questione dell’iper a Santa Maria Nuova, che mi ha vista con la collega Sara Londrillo abbandonare la seduta sull’approvazione della delibera contenente il secondo Poc, ha generato lacerazioni che si dovevano e potevano evitare – spiega l’assessora Gessica Allegni -. Diversi giorni prima che il documento approdasse in giunta, con le nostre rispettive parti politiche, abbiamo chiesto un tavolo e incontri di approfondimento sul tema, ma sempre negati. Anzi, ci è stato detto che la decisione non poteva essere rinviata o modificata, quando poi lo si è fatto. Un pasticcio, nel quale si sono avvicendate riunioni di cui come assessori siamo venuti a conoscenza non tramite i canali istituzionali. Per quanto tutto questo possa essere legittimo, certamente è stato inopportuno e ha generato tensioni ulteriori a quelle che già c’erano a causa dell’immobilismo politico che caratterizza il nostro comune a poche settimane dal voto».

Ed è proprio questo il nocciolo della questione: quale candidato ha scelto il Pd per le amministrative? Non si sa, Gabriele Fratto si è detto disponibile a correre per un secondo mandato ma sembra essere scaricato e si pensa ad una staffetta con il suo vice Mirko Capuano, il quale non ha mai smentito o confermato. «Io vorrei tanto potermi confrontare, alla fine di questo mandato amministrativo, sulla visione che abbiamo del nostro Comune, per capire se ci sono ancora elementi che ci tengono insieme – aggiunge Allegni -. Sono poco interessata alle questioni interne al Pd di Bertinoro, ma vorrei che la si smettesse con la presunzione di pensare di poter decidere in pochi sulla testa dei cittadini. E questa ipotesi di “staffetta” tra Fratto e Capuano, in particolare dopo quanto accaduto, non mi sembra la strada giusta da seguire. Prendo atto della mancanza di condivisione in cui si persevera, mettendo sempre più a rischio la tenuta di una coalizione già deteriorata. I dem scelgono l’isolamento e non una discussione pubblica sui 5 anni di amministrazione. Insomma i problemi ci sono, fingere che non sia così e continuare a tacere non serve. Se siano risolvibili o no dipende in primo luogo da chi ha fin qui voluto evitare coinvolgimento e condivisione».

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