Benvenuti a Casola, medaglia d’oro dei vaccini in Romagna

Il Comune più virtuoso in fatto di vaccinazioni nell’Ausl Romagna è Casola Valsenio. E’ qui, tra le verdeggianti colline a ridosso del parco dei Gesssi, che anche nella fascia 12-19 anni si raggiunge il 69% di copertura, e il 100% negli over 80. Nelle fasce intermedie i dati comunicati qualche giorno fa risultano anch’essi superiori di parecchio a quelli raggiunti non solo nella provincia di Ravenna, ma in tutto il resto della Romagna.

A Casola ci si assesta sempre al 69 % dai 20 ai 29 anni, al 70% dai 30 ai 39, al 78% dai 40 ai 49, all’82% dai 50 ai 59, all’86% dai 60 ai 69, al 98% dai 70 ai 79. E stupisce il distacco rispetto agli altri comuni. Stando a quelli della provincia di Ravenna, e alla fascia 12-19 anni, i vaccinati si aggirano tutti dal 35 al 39 per cento. Solo dai 40 anni in su viene superata la soglia del 50% dappertutto. Si tratta di tabelle relative alla somministrazione di almeno una dose di vaccino, con i dati aggiornati allo scorso 25 luglio nel bollettino diramato dall’Ausl. La provincia romagnola più riluttante è Rimini, dove la fascia più giovane, nel comune più virtuoso (Novafeltria) arriva al 38%.

Il segreto: hub e volontari

Come è potuta avvenire questa corsa ai vaccini così imponente e partecipata? Ad avviso del sindaco Giorgio Sagrini «ha funzionato l’allestimento di un hub vaccinale in paese, questo ha aumentato l’attenzione di tutti. Vaccinarsi è stato visto come un dovere sostenuto e condiviso e non un’opportunità. La somministrazione ha goduto anche della mobilitazione dei mondi dell’associazionismo e del volontariato che non solo hanno trasmesso il messaggio ma si sono messi a disposizione con spirito di collaborazione e impegno civile. Infermieri che dopo il lavoro e nei giorni di riposo hanno lavorato nel nostro centro vaccinale, volontari che si sono occupati di pasti, di pulizie».

Il sindaco Giorgio Sagrini

Ma c’è stata una differenza anche nelle procedure? «Sì, abbiamo concentrato in giornate specifiche l’appuntamento per fasce di età; la farmacia ha raccolto prenotazioni solo per Casola. E poi ha aumentato la sensibilità il sistema di messaggistica del Comune al quale sono iscritte circa 1.300 persone, vale a dire in pratica tutte le famiglie residenti. Ora abbiamo un’ultima giornata il 7 agosto per la seconda dose dei 60-69enni, poi si vedrà quali saranno le indicazioni».

Il dolore che unisce

Di Casola Valsenio è anche lo scrittore Cristiano Cavina: «Siamo pochi e si è fatto presto e bene – dice –: questo ha aiutato. Il pensiero è stato questo: siamo un piccolo paese, se ci vacciniamo tutti il più presto possibile, siamo a posto». E ancora: «Rispetto alle città più grandi, qui ci conosciamo tutti, quindi la perdita di persone care (poche per fortuna) ha colpito tutti. In questi casi il dolore è di tutta la comunità: penso a Valerio Pedoni, netturbino, bagnino della piscina che stava benissimo ed era anche giovane. Siamo rimasti affranti e dici: il Covid non è uno scherzo, colpisce tutti, meglio vaccinarsi subito».

Il popolare scrittore Cristiano Cavina

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