Bennato: scrivo favole sperando si realizzino

Il festival del videoclip musicale “Imaginaction” porta all’Arena dello stadio dei pini di Milano Marittima sabato 24 luglio alle 21.30 Edoardo Bennato. Saranno proiettati i video della lunga carriera del cantautore partenopeo, seguiti da un concerto in quartetto acustico.

Bennato come si svolgerà la serata?

«Mostreremo i miei videoclip, soprattutto l’ultimo, che si intitola “La bella addormentata”, che parla in tono favolistico del risveglio dell’area di Bagnoli e dei Campi Flegrei. Così come la bella addormentata della favola, quella zona aspetta il bacio di un principe per risvegliarsi. Questo coincide con il risveglio dell’Italia, dell’Europa e del pianeta intero, che sembrano ibernati in attesa di un futuro migliore. Questo video, che invita alla speranza, è parte di molti che realizzo in prima persona, tra cui anche uno in piano-sequenza, cioè senza interruzioni e montaggio. In quest’ultimo, che si chiama “Signore e signori”, vesto i panni di un politico in giacca e cravatta che arringa la gente da una tribunetta piena di microfoni».

Lei, d’altra parte, è stato il primo in Italia a realizzare videoclip negli anni 70.

«È vero, come conseguenza di “Burattino senza fili”, l’album in cui avevo elaborato in musica “Pinocchio” di Collodi. Fino ad allora c’erano video musicali, ma erano semplici riprese del cantante mentre eseguiva la canzone, senza una storia. I miei invece erano sceneggiati, con Mangiafuoco, il gatto e la volpe, la fata turchina e tutti i personaggi della favola. Era il 1976, cinque anni prima che arrivassero i videoclip americani».

La stessa operazione è stata fatta anche per “Sono solo canzonette”, album del 1980 in cui ha musicato la favola di Peter Pan. Lei ha un grande passato, ma anche un grande presente, che si chiama “Non c’è”.

«È il titolo del mio ultimo album, la cui copertina riproduce la prima pagina di un giornale che esce domani, in cui i titoli sono quelli delle canzoni. Si tratta di una raccolta di brani nuovi e reinterpretazioni di pezzi del mio passato, che si sposano incredibilmente bene, perché molti di questi ultimi sembrano scritti adesso. Se, ad esempio, si ascolta “Dotti, medici e sapienti”, si scopre un testo attualissimo».

Così torniamo a “Burattino senza fili”, di cui quel brano faceva parte, disco col quale ha portato in Italia il “concept album”, cioè una raccolta di canzoni che seguono un racconto consequenziale, con un filo logico che le lega.

«Non è stato il primo e nemmeno l’ultimo: nel 1980 è uscito “Sono solo canzonette” su Peter Pan, e nel 1983 “La fantastica storia del pifferaio magico” sulla favola di Hamlin, ma prima c’era stato “La torre di Babele”, del 1976, che non era legato a una favola, ma era comunque un concept album. Anche l’ultimo “Non c’è” è a suo modo un concept album».

www.imaginactionvideoclipfestival.com

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