Benedetta Parisi in “Funerale all’italiana” a Gambettola

Il teatro Comunale di Gambettola apre alla nuova drammaturgia al femminile; stasera alle 21 invita al “Funerale all’italiana” monologo fresco di debutto della giovane attrice e autrice romana Benedetta Parisi (1994), laurea in Filosofia e formazione teatrale allo Stabile di Torino.

Il lavoro ha la regia di Alice Sinigaglia (1996) che ha studiato nell’accademia milanese “Paolo Grassi”. Due colleghe, incontratesi per caso a un laboratorio del regista Claudio Morganti, e da allora amiche; con dedizione e spontanea freschezza portano in scena un testo che Parisi abbozzò alcuni anni fa.

Un funerale d’autrice

«L’aggiunta “all’italiana” induce a pensare a un qualcosa di ironico – spiega Parisi –. A Roma ho potuto lavorare a un seminario di drammaturgia con Muta Imago, compagnia di ricerca che amo e che mi ha lasciato la sensazione che… “allora si può fare!”. Ho ripescato il materiale scritto in occasione del funerale di mia nonna, convinta che, se usato secondo la modalità di processo creativo appresa con Muta Imago, avrebbe potuto funzionare. L’ho fatto leggere ad Alice Sinigaglia che ha accettato di farmi la regia».

Un funerale slow cresciuto lento

«Il testo dello spettacolo si è forgiato un po’ alla volta, grazie a residenze fatte qua e là che ci hanno permesso di giocare, smantellare, ricomporre il mio materiale rendendolo più chiaro. Senza fretta l’abbiamo ripreso e adattato liberamente. Il tempo lungo ci ha permesso di progredire. Fino a quando l’ho iscritto a “Scenario” dove ha destato l’interesse del festival delle Colline che lo ha coprodotto e fatto debuttare a ottobre».

Il testo

«Prende il via come si fosse a un funerale, ma si evolve e fugge da quel rito lasciando intendere che il funerale non ci sarà. L’interprete attraversa una storia famigliare di modelli per la quale mi ha accompagnato il pensiero di Ernesto De Martino (storico delle religioni, etnologo 1908-1965); secondo il quale “i funerali servono per fare morire i morti dentro di noi”. Così il mio testo nasce come un saluto alla nonna ma diventa una riflessione sul diventare adulti, sul confrontarsi con i modelli del passato, con le storie e le famiglie da cui veniamo, chiedendoci chi siamo oggi. Il funerale diventa pertanto accogliere, mettere in discussione e forse superare i modelli del nostro passato. Inserisco anche estratti del teatro di Eduardo, ma pure testi-documenti sulla maternità, esiti di interviste da noi fatte a giovani donne».

Autrice o scritturata

«Sento che questo funerale ha cambiato le mie prospettive, ora proiettate a un teatro più autoriale autonomo che si mette in discussione. Al punto che ho rinunciato, rischiando, a una tournée di cinque mesi con lo Stabile di Torino che mi avrebbe dato da vivere assai di più che due mesi di recite di “Funerale”. Ora sono in partenza per Gorizia per una nuova residenza produttiva di un lavoro teatrale peer tre attori diretto da Gabriele Paupini, regista che ha studiato in Francia. Proveremo anche in Slovenia. È una fortuna, perché il mondo del teatro giovane è estremamente faticoso in Italia». Euro 15-10.

Info: 392 6664211

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